Il delitto di Serena Mollicone (nella foto) continua a essere costellato di colpi di scena, grandi misteri e depistaggi. Nel corso dell’udienza che si è tenuta davanti alla Corte d’assise del tribunale di Cassino e che vede come imputate cinque persone, è stata fatta una clamorosa rivelazione sui resti della diciottenne di Arce uccisa nel 2001: "Una volta riesumata la salma della povera Serena avevamo necessità di analizzare anche gli organi che erano stati prelevati nel corso...

Il delitto di Serena Mollicone (nella foto) continua a essere costellato di colpi di scena, grandi misteri e depistaggi. Nel corso dell’udienza che si è tenuta davanti alla Corte d’assise del tribunale di Cassino e che vede come imputate cinque persone, è stata fatta una clamorosa rivelazione sui resti della diciottenne di Arce uccisa nel 2001: "Una volta riesumata la salma della povera Serena avevamo necessità di analizzare anche gli organi che erano stati prelevati nel corso dell’autopsia effettuata qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo. Reperti custoditi dal medico legale D’Aloja e che sono misteriosamente spariti. All’appello mancano oltre che la parte inguinale della giovane anche il sopracciglio che, secondo la ricostruzione, avrebbe sbattuto con violenza contro la porta della caserma".

A raccontare l’episodio alla Corte e alla giuria popolare è stato il colonnello dei carabinieri Fabio Imbratta, l’ufficiale che nel 2016, insieme al maresciallo Gaetano Evangelista, ha nuovamente riaperto le indagini puntato l’attenzione sulla caserma dei carabinieri e su tre componenti della famiglia Mottola: l’ex maresciallo Franco, la moglie Anna e il figlio Marco. L’alto ufficiale ha inoltre riferito ciò che è emerso dalle indagini: "Serena Mollicone è stata uccisa nella caserma dei carabinieri di Arce. E non lo dico io, ma i tanti accertamenti scientifici e le lesioni sulla porta compatibili per altezza e spessore. Le dichiarazioni fornite da Santino Tuzi sono state fondamentali così come quelle rilasciate da Carmine Belli, poi artatamente e volutamente modificate per farlo divenire un caprio espiatorio".

Il 18 novembre scorso Serena avrebbe compiuto 39 anni. A ricordare il suo compleanno è stata la cugina Gaia, con una speranza in più nel cuore dopo 20 lunghi anni di depistaggi e silenzi. "Serena, manchi da tanto – scrive la cugina –, ormai da venti anni, eppure i miei ricordi sono ancora così chiari e nitidi, come se non fosse mai trascorso tutto questo tempo. Di te ricordo tutto, anche se quando sei andata via io ero poco più di una ragazzina. Avevo 14 anni, ma sono abbastanza per capire tante cose della vita. E dal quel primo giugno niente è stato più lo stesso. Tante cose sono cambiate, sai. Non ci sono più le tue bambole a tenermi compagnia nei pomeriggi d’inverno, i gradini di Santa Maria non hanno più lo stesso colore, non ci sono più le tue Dr.Marten’s a correre per non arrivare tardi a scuola, non ci sono più i tuoi cani, i tuoi gatti".