Ilaria Cucchi (Ansa)
Ilaria Cucchi (Ansa)

Roma, 7 ottobre 2016 - "I medici hanno colposamente omesso di diagnosticare la sindrome di inanizione". Così scrivono i giudici del processo di appello bis sulla morte di Stefano Cucchi, in riferimento ai 5 dottori del 'Pertini' assolti dall'accusa di avere avuto responsabilità nella morte del geometra romano. Nelle motivazioni della sentenza si precisa che, nonostante l'errore,  "appare logicamente poco probabile che Cucchi si sarebbe salvato". Immediata la reazione della sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, che rivolge un appello diretto al presidente di Anm e al Csm per "sapere se considerano 'fisiologico'" l'andamento del processo. Suo fratello fu arrestato a Roma per droga nell'ottobre 2009: morì una settimana dopo in ospedale, aveva compiuto da pochi giorni 31 anni. 

LE CAUSE DELLA MORTE  - I medici "avrebbero dovuto pervenire alla diagnosi" di inanizione ma considerato che "la malnutrizione di Cucchi era in stato di avanzato rischio quoad vitam già a settembre 2009" per i giudici "non vi è un'elevata probabilità logica che eventuali presidi terapeutici posti in essere in tale data (19 ottobre, giorno del ricovero, ndr) peraltro nel tardo pomeriggio, avrebbero potuto salvare la vita del paziente o ridurre la lesività della malattia". I medici non potevano salvarlo, insomma, mentre la morte di Cucchi è stata "causata da un'insufficiente alimentazione e idratazione iniziata prima dell'arresto alla quale devono aggiungersi le patologie da cui era affetto (epilessia, tossicodipendenza e riferito morbo celiaco), lo stress per i dolori delle lesioni lombo-sacrali e un 'quasì digiuno di protesta".  Secondo i periti incaricati dal Gip di Roma di sostenere l'esame tecnico-scientifico per stabilire natura ed entità delle lesioni sul corpo di Cucchi, la morte era giunta "improvvisa ed inaspettata per epilessia". Le lesioni sul corpo del giovane "non possono essere legate alla sua morte", diceva ancora la perizia.

LA SORELLA - "Come sorella di Stefano e come cittadina sono indignata e amareggiata per un processo che normale non è - dichiara Ilaria Cucchi dopo essere venuta a conoscenza delle motivazioni della sentenza -. Mi rivolgo al presidente di Anm e al Csm per sapere se considerano 'fisiologicò l'andamento processuale sulla morte di Stefano. E se tutto questo sarebbe ugualmente accaduto se non gli fosse stata tolta la vita quando era nelle mani dello Stato". 

IL LEGALE DELLA MADRE - "Siamo ad una situazione paradossale - commenta il legale della madre di Cucchi, Stefano Maccioni -. A pochi giorni di distanza abbiamo una sentenza che afferma che Cucchi è morto per inanizione, una perizia che invece sostiene che la causa della morte è l'epilessia oppure la vescica neurologica. Quello che è certo è che quello che è avvenuto è legato casualmente alle lesioni subite da Stefano".