Il pasticcio dell’intricata e tossica vicenda delle indagini sulla presunta loggia massonica coperta Ungheria – nella quale, secondo l’accusatore avvocato Pietro Amara, erano coinvolti anche alti magistrati – va verso il redde rationem. Indagano la procura di Brescia, che vuole chiarire genesi e ragioni del conflitto all’interno della procura di Milano, quella di Perugia, che sta lavorando per verificare l’esistenza della presunta loggia (o, di contro, contestare la diffamazione a chi ne parlò), e la procura di Roma che ha la competenza sull’invio a due giornali dei...

Il pasticcio dell’intricata e tossica vicenda delle indagini sulla presunta loggia massonica coperta Ungheria – nella quale, secondo l’accusatore avvocato Pietro Amara, erano coinvolti anche alti magistrati – va verso il redde rationem. Indagano la procura di Brescia, che vuole chiarire genesi e ragioni del conflitto all’interno della procura di Milano, quella di Perugia, che sta lavorando per verificare l’esistenza della presunta loggia (o, di contro, contestare la diffamazione a chi ne parlò), e la procura di Roma che ha la competenza sull’invio a due giornali dei verbali segreti degli interrogatori resi dall’avvocato Amara ai giornali. E che, proprio ieri, ha iscritto il nome del pm di Milano, Paolo Storari, nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d’ufficio. Un atto dovuto, con Storari che si è detto pronto a un chiarimento. Indagata è anche Marcella Contrafatto, ex segretaria di Piercamillo Davigo (foto) fino a quando, nel settembre 2020, non è andato in pensione. Davigo, ex pool di Milano e poi membro del Csm, sarà sentito oggi dai pm di Roma, e presto anche dalla procura di Brescia e dal Csm (che però, essendo lui pensionato, non ha ormai alcun potere di sanzionarlo).

Il Csm – oggi tornerà a riunirsi il plenum – resta in attesa di atti che potrebbero essere trasmessi dalle procure di Perugia, Roma e Brescia e dalla procura generale della Cassazione. Lunedì la telefonata di lunedì tra la ministra Marta Cartabia e il pg Giovanni Salvi, titolari dell’azione disciplinare, in cui è stato concordato che, al momento, le valutazioni disciplinari saranno effettuate dal pg della Suprema Corte, al fine di evitare sovrapposizioni. Il pg Francesca Nanni, esercitando i suoi poteri di sorveglianza, ha chiesto ieri all’ufficio del procuratore di Milano Francesco Greco informazioni sulla vicenda, per capire cosa sia successo e poi riferire al procuratore generale della Cassazione in vista di un’eventuale azione disciplinare. L’arrivo di atti ufficiali a Palazzo dei Marescialli potrebbe portare, oltre a un eventuale avvio di attività davanti alla sezione disciplinare, all’apertura di una pratica in Prima Commissione, che è competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati: nel mirino c’è Storari che, per autotutelarsi e in polemica con quella che lui riteneva fosse l’inazione del procuratore Francesco Greco (che effettuò le prime iscrizioni di indagati solo il 9 maggio 2020 e non dispose intercettazioni), consegnò a Davigo, nell’aprile 2020, i verbali degli interrogatori di Amara. Le carte di cui poi Davigo riferì l’esistenza, per sommi capi, sia al vicepresidente del Csm David Ermini, che al Pg della Cassazione Giovanni Salvi e ad almeno cinque membri del Csm.

Il parlamento, intanto, chiede di vederci chiaro. Tutti i gruppi dei partiti hanno chiesto che la ministra Cartabia venga a riferire in Aula alla Camera sulla vicenda.

Alessandro Farruggia