Carabinieri nella villa confiscata e violata da una 19enne dei Casamonica (Dire)
Carabinieri nella villa confiscata e violata da una 19enne dei Casamonica (Dire)

Roma, 13 dicembre 2018 - La casa era stata confiscata a luglio, ma alla fidanzata del figlio di Giuseppe Casamonica questo non stava affatto bene. Così la ragazza, 19 anni, ha divelto i sigilli, danneggiato la serratura della porta d'ingresso e si è risistemata nell'abitazione che i carabinieri avevano 'liberato' nel corso dell'operazione 'Gramigna' del 17 luglio scorso.
La giovane è stata denunciata  per occupazione abusiva di stabile confiscato.

Dopo la confisca l'abitazione era stata affidata all'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati. A scoprire quanto accaduto nella casa di vicolo di Porta Furba, 55, sono stati i carabinieri della Stazione Roma Tuscolana in collaborazione ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Piazza Dante, durante un'attività investigativa in zona.
Sul posto è giunto anche il personale dell'Agenzia Nazionale dei Beni sequestrati e confiscati, ente assegnatario dell'immobile che, con i Carabinieri presenti, ha liberato l'immobile, ripristinato la serratura e apposto nuovamente i sigilli. 

LA REAZIONE DI SALVINI - "Roba da matti! Una donna del clan Casamonica rompe i sigilli, sfonda e rioccupa. Sgomberata, di nuovo. Toglietevelo dalla testa: la legalità vince, la pacchia è finita! #lamafiamifaschifo", twitta il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

LA SINDACA RAGGI - "Non abbassiamo lo sguardo. Roma Capitale è al fianco di Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata. Inaccettabile occupazione loro stabile da parte Casamonica. Grazie a Carabinieri per intervento. Istituzioni unite per legalità", twitta da parte sua Virginia Raggi.

L'INCHIESTA - Sono oltre trenta le persone finite in arresto il 17 luglio scorso, nell'operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia: tra di loro, 11 donne e il capo Giuseppe Casamonica. Sono accusati, a vario titolo, di far parte di un'associazione di tipo mafioso dedita al traffico e allo spaccio di droga, all'estorsione, l'usura, la detenzione illegale di armi e tanto altro. Le indagini hanno documentato "l'esistenza di un'associazione mafiosa autoctona strutturata su più gruppi criminali, prevalentemente a connotazione familiare", scrive chi indaga. Il gruppo, secondo la procura, controllava, dal quartier generale di Porta Furba, lo spaccio di tutta l'area sud est della città, anche grazie a forti legami con altri gruppi di mafia.

Ecco dove si trova la villa: