"Ieri con Di Battista, oggi da Conte... ma a che titolo?". La visita di Davide Casaleggio al premier Giuseppe Conte crea frizioni e nervosismo nel M5s. Nella pattuglia dei parlamentari (già sul piede di guerra per l’’obolo’ da destinare all’associazione Rousseau), ma anche nella squadra di governo. "Casaleggio è andato da imprenditore, da cittadino o da presidente di un’associazione?", la domanda che rimbalza tra i parlamentari.

Anche perché sull’incontro per ora ci sono solo bocche rigorosamente cucite. "Se l’avessero fatto i partiti avremmo montato su un casino", si sfoga un sottosegretario. Già lunedì l’incontro con Alessandro Di Battista era rimasto indigesto a molti, soprattutto a coloro che vedono le scelte di Casaleggio – che oggi vedrà anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio – come profondamente divisive. Chi teme, cioè, che la scissione sia dietro l’angolo, coi ‘governisti’ contro coloro che rivendicano un ritorno alle origini. Ma anche su questo la decisione di vedere il premier spariglia, perché Casaleggio (a differenza di Beppe Grillo, da cui in questo periodo sarebbe molto distante) non è considerato un sostenitore di Conte.