Agrigento, 1 luglio 2019 - Caso Sea Watch, oggi pomeriggio, alle 15,30, è iniziata l'udienza di convalida di Carola Rackete, arrestata nella notte tra venerdì e sabato dalla Gdf dopo avere disatteso l'alt per l'ingresso al porto di Lampedusa. La 31enne tedesca è arrivata scortata dagli uomini della Guardia di Finanza. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, l'aggiunto Salvatore Vella e il pubblico ministero Gloria Andreoli hanno chiesto nella tarda serata di ieri la convalida dell'arresto della Rackete e il divieto di dimora nella provincia di Agrigento. I reati contestati alla 31enne tedesca sono rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate. La capitana della nave risponde alle domande del gip, come ha annunciato il suo legale, l'avvocato Leonardo Marino, prima di entrare al Palazzo di giustizia. "La comandante ha agito in uno stato di necessità e non aveva alcuna intenzione di usare violenza nei confronti degli uomini delle Fiamme Gialle", ha detto Marino confermando quanto già detto ieri dall'altro legale, l'avvocato Salvatore Tesoriero. Nell'aula 9 del tribunale, al secondo piano, presidiato dalle forze dell'ordine, è presente anche l'interprete. Uno striscione con la scritta "Standing by your side Carola" ("Siamo al tuo fianco Carola") è stato affisso da alcuni attivisti all'ingresso del tribunale.

"NON VOLEVO COLPIRE LA MOTOVEDETTA" - "Non volevo colpire la motovedetta della Guardia di Finanza, credevo che si spostasse e me la sono trovata davanti. Non era mia intenzione colpirli" queste le parole della comandante Rackete, rispondendo al gip Alessandra Vella, in risposta all'accusa di avere forzato il posto di blocco della Guardia di Finanza urtando la loro piccola imbarcazione, messa a presidio della banchina del porto di Lampedusa dove le era stato vietato l'accesso.

LA PARTENZA - Intorno alle 8 di stamane la comandante della Sea Watch 3, che indossa la stessa canottiera nera del giorno dell'arresto, è partita da Lampedusa diretta ad Agrigento. E' stata accompagnata al porto vecchio da una utilitaria bianca della Guardia di Finanza con a bordo il comandante delle Fiamme gialle di Lampedusa. La donna, che aveva con se due sacche, è scesa in silenzio dall'auto e non si è girata neppure quando i giornalisti le hanno chiesto come stesse. Viso tirato, sguardo cupo, Carola Rackete, è salita in silenzio sulla motovedetta arrivata da Porto Empedocle, che l'accompagna per l'interrogatorio di oggi. Giunta a Porto Empedocle intorno all'ora di pranzo, ad accoglierla al grido di "Carola" un gruppo di persone, tra cui appartenenti all'associazione Libera, Legambiente e altre associazioni locali. 

Intanto sull'arresto della capitana si registra l'intervento di vari politici tedeschi, che chiedono "l'immediata liberazione" della connazionale, si aspettano un segnale da Bruxelles e sottolineano come Carola "non può che essere rilaciata". Tanto basta a far commentare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita in Austria: "Il rapporto tra Italia e Germania è talmente solido come amicizia e collaborazione che non può essere messo in discussione da alcunché". L'auspicio è quello di un "abbassamento generale dei toni per affrontare con serenità e concretezza le questioni". Ma il ministro dell'Interno Matteo Salvini non rinuncia a twittare: "Si parte per Roma. Prima ministero e poi Consiglio dei ministri, nel mezzo la decisione del giudice sulla conferma o la revoca degli arresti per la criminale tedesca. Io non cambio idea: l'Italia prima di tutto".

SOSTEGNO - E mentre la colletta per le spese legali a favore della giovane comandante ha superato il milione di euro in poche ore (e anche Legambiente offre il suo supporto legale), il padre di Carola si aspetta "pressioni internazionali" e nega di essere preoccupato per la sorte della figlia. Intanto il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello polemizza: "Il ministro Salvini continua a predicare che i porti italiani sono chiusi, eppure a Lampedusa in meno di un mese sono sbarcati oltre 600 migranti. Ieri notte, ne sono arrivati altri 25, tra cui donne e bambini". E torna a farsi vivo anche Luca Casarini, capo missione della Ong Mediterranea. "A brevissimo, questione di ore, massimo un giorno, torneremo in mare con una imbarcazione battente bandiera italiana - dice in una conferenza stampa a bordo della Rainbow Warrior di Greenpeace ancorata a Palermo - Credo sia la migliore risposta a chi ha fatto una guerra contro chi salva le persone". Anche il commissario europeo al Bilancio, il tedesco Guenther Oettinger, interviene per lodare il "coraggio" di Carola Rackete. "Non m'importa delle valutazioni di Salvini - ha detto  all'emittente pubblica Zdf il politico della Cdu - Come cittadino d'Europa, ho piena comprensione per questa donna, che secondo me ha agito con coraggio". Poi aggiunge: "E io ho fiducia nella giustizia italiana", ma sottolinea: "Non si tratta di un incidente isolato,  bisogna trovare una soluzione in Europa almeno per quanto riguarda i rifugiati".

IL PADRE DI CAROLA - Sempre oggi è intervenuto anche il padre di Carola Rackete, che ha detto di sperare in un intervento del governo tedesco: "Penso che la pressione internazionale sul governo italiano farà la differenza", ha detto Ekkehart Rackete all'agenzia Dpa. L'uomo considera l'Italia "uno Stato di diritto" e non si dice preoccupato per la figlia, con cui proprio ieri ha parlato al telefono. "È divertente come sempre e mi è sembrata tranquilla", ha detto. E aggiunge: "Sono molto orgoglioso di lei. Ha fatto quello che doveva essere fatto". Quando è partita per Malta per assumere il comando della Sea Watch, rivela il padre, "era consapevole della portata della sua decisione, prima ha preso contatto con una legale. Lei sa sempre con esattezza cosa fa: non è una che va in sandali sul Monte Everest". E aggiunge che in famiglia e tra gli amici "tutti hanno espresso pieno appoggio alle scelte di Carola".

La Germania ribadisce che deve essere restituita la libertà alla capitana Rackete. "Dal nostro punto di vista, secondo un procedimento basata sullo Stato di diritto, puo' esservi solo la liberazione di Carola Rackete. Lo dirò chiaramente all'Italia": lo ha detto il ministro degli Esteri, Heiko Maas. Maas sottolinea inoltre che "il mercanteggiamento a livello europeo sulla distribuzione dei rifugiati è indegno e deve finire". Sui social la Sea Watch rende noto che la comandante "chiede in continuazione che fine hanno fatto i 40 migranti che ha portato a terra. Si informa del suo equipaggio ancora a bordo: 'Lots of love, stay strong, don't worry', dice. Ognuno usa le parole che ha dentro''. 

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La motovedetta della Guardia di Finanza che accompagna Rackete da Lampedusa ad Agrigento