Carlo Acutis (Ansa)
Carlo Acutis (Ansa)

Assisi, 10 ottobre 2020 - La Chiesa beatifica l’influencer di Dio, stroncato a soli quindici anni da una leucemia fulminante. Nel pomeriggio di oggi l’eterno giovane Carlo Acutis, morto nel 2016, è stato proclamato beato nella Basilica superiore di Assisi, terra del suo amatissimo San Francesco. Davanti a più di tremila devoti, il legato pontificio, cardinale Agostino Vallini, ne ha celebrato "l'entusiasmo della giovinezza col quale coltivò l'amicizia in Gesù". Una volta scoperta l'immagine dell'adolescente sull'altare, l'ex vicario generale di Roma ha abbracciato la madre e il papà del ragazzo assunto a modello di santità nell'era digitale da papa Francesco tra le pagine dell'esortazione apostolica 'Christus vivit', indirizzata alle nuove generazioni. Decisivo per l'ascesa di Acutis agli altari il miracolo, a lui attribuito, della guarigione di un bambino brasiliano nato con una malformazione congenita al pancreas. La memoria liturgica del neo beato è stata fissata al 12 ottobre, giorno della sua morte.

Chi era Carlo Acutis

Originario di Londra, ma cresciuto a Milano in una famiglia agiata – porta il nome del nonno, storico patron di Vittoria Assicurazioni –, Acutis nella sua breve vita mette a frutto il talento informatico per accrescere la schiera di follower di Gesù. La mamma, Antonia Salzano, la prima a definirlo l'influencer di Dio, racconta che il figlio giocava a fare lo scienziato informatico, realizzava i video e i montaggi con la sua telecamera e confezionava riviste online. Via via Acutis incomincia a studiare sui manuali specializzati, in uso nelle facoltà di ingegneria informatica, fino a diventare, da puro autodidatta, un programmatore sempre più esperto. Se l’Eucarestia è “l’autostrada per il cielo“, la Rete a suo dire rappresenta “un veicolo di evangelizzazione e catechesi”. Sul web ancora oggi continua a riscuotere ampio successo la mostra virtuale, progettata dall'adolescente alcuni mesi prima di morire, dedicata ai miracoli eucaristici. Presto la Santa Sede potrebbe dichiararlo patrono d’Internet. Per il momento Acutis resta il primo millennial ad essere beatificato, tra l’altro a tempi di record. Appena quattordici anni dopo il decesso.

Eucarestia e devozione mariana scandiscono l'esistenza del ragazzino che nelle scelte religiose non subisce l'influenza della famiglia, ma al contrario è lui stesso ad accrescere i genitori nella fede. E non solo loro, se è vero che il domestico di casa si converte dall'induismo al cattolicesimo proprio alla luce della testimonianza cristiana dell'adolescente. Che non rinuncia ai jeans, al pallone e alla passione per il trekking. Il grande, unico amore, però, è Dio. Dodicenne Acutis decide di partecipare ogni giorno alla messa e di recitare quotidianamente il rosario. La costanza nell'adorazione eucaristica lo spinge a dire che “quando ci si mette di fronte al sole, ci si abbronza, ma quando ci si mette dinnanzi a Gesù Eucaristia si diventa santi”.

La fede professata s'impasta con una carità spesa a favore dei senzatetto e col dialogo interreligioso messo in pratica al ritorno da scuola con i portinai stranieri del suo quartiere. Il rispetto per i sacerdoti non impedisce ad Acutis di discutere apertis verbis con un prete che dubita della dottrina sul Purgatorio e l'Inferno. Il tutto comunque nella ferma convinzione per cui “chi critica la Chiesa, critica se stesso“, a testimonianza di una visione ecclesiale del giovane larga e in scia col Vaticano II che nel popolo di Dio annovera sia i preti, sia i laici.  

La beatificazione di Carlo Acutis

Pur essendo deceduto a Monza, il neo beato è stato sepolto ad Assisi nel rispetto delle sue volontà. Qualche giorno fa al Santuario della Spogliazione ne è stata aperta la tomba per consentirne la venerazione. Il giovane, vestito con una semplice tuta da ginnastica, sembrava che dormisse. Sui siti devozionisti si è gridato subito al miracolo. Per fugare ogni illazione, il vescovo della città umbra, Domenico Sorrentino, è intervenuto immediatamente, precisando che il corpo non era incorrotto, ma trattato chimicamente per consentirne la pubblica esposizione. Senzazionalismi a parte, conta la beatificazione di Acutis. Un giovane votato a una fede semplice, tradizionale, rassicurante (almeno per i vertici ecclesiali), al contempo anche un adolescente capace di navigare nel mare d’Internet senza paura, né pregiudizi per far conoscere Dio ai suoi coetanei. Questo sì, un miracolo ai giorni nostri.

Carlo Acutis (Ansa)