Marco

Buticchi

Premetto che mi fa piacere alzarmi dinanzi a una signora e rivolgerle quelle galanti e disinteressate attenzioni previste dalla buona creanza. Sono un signore d’età avanzata che ama le belle maniere, i modi pacati, la riflessione.

Un tempo amavo anche il corteggiamento. Il termine anglofono stride come il gesso sulla lavagna: catcalling. Un tempo le avremmo censurate come volgari cadute di stile ma oggi, all’epoca della correttezza politica, diventano ponti levatoi per vicende più gravi narrate, quotidianamente, sulle pagine dei giornali.

La domiciliazione forzata pandemica pare aver scatenato istinti biechi di orchi vigliacchi contro donne indifese. Perché semplici, fastidiose e biasimabili cafonerie stradali non siano confuse con approcci pericolosi tenete a mente, cari maschietti, che i tempi sono cambiati e il fischio modulato vitellonico non è più ilare goliardia, ma insulto; l’apprezzamento fisico non richiesto non fa piacere, ma mette a disagio; lo sguardo concupiscente indispone; l’abbordaggio può essere confuso con l’arrembaggio. Come sempre ci vuole misura, ma non tutti possiedono la stessa unità d’intelletto. Allora, colleghi maschi, pensiamo all’inutilità di ogni volgare comportamento nei confronti delle nostre compagne di vita: se è la conquista che si cerca, quello è il modo peggiore per ottenerla. Se proprio dovete, provate a donare un sorriso e un fiore: difficilmente sarà un’avventura ma, forse, guadagnerete un’amica…