Il cardinale Angelo Becciu (ImagoE)
Il cardinale Angelo Becciu (ImagoE)

Città del Vaticano, 25 settembre 2020 - Si definisce "un po' stralunato" il cardinale Angelo Becciu, che oggi in conferenza stampa replica alle accuse di peculato che gli sono state mosse e che lo hanno costretto alle dimissioni. Accuse che l'alto prelato definisce "surreali". "Ieri fino all 6.02 mi sentivo amico del Papa, fedele esecutore del Papa. Poi il Papa dice che non ha più fiducia in me perché gli è venuta la segnalazione dei magistrati che io avrei commesso atti di peculato", dice l'alto prelato ai giornalisti. 

"Rinnovo la mia fiducia al Santo Padre. Diventando cardinale ho promesso di dare la vita per la Chiesa e per il Papa. Oggi rinnovo la mia fiducia", prosegue Becciu che però ribadisce la sua sorpresa per le accuse. "Per il palazzo di Londra l'Obolo di San Pietro non è stato toccato, non è stato utilizzato", mentre per la Caritas di Ozieri i 100mila euro arrivavano dall'Obolo ma era un fine "caritativo". 

"Quei 100mila euro, è vero, li ho destinati alla Caritas. È nella discrezione del Sostituto destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas, a sostenere varie opere - spiega ancora il cardinale - . In 7-8 anni non avevo mai fatto un'opera di sostegno per la Sardegna. So che nella mia diocesi c'è un'emergenza soprattutto per la disoccupazione, ho voluto destinare quei 100mila euro alla Caritas". "Quei soldi sono ancora lì, non so perché sono accusato di peculato", aggiunge, spiegando che i soldi non sono transitati alla cooperativa gestita dal fratello di Becciu che collabora con la Caritas di Ozieri.

Becciu riferisce di non aver ricevuto nessuna comunicazione dai magistrati. Ma "sono qui, sono pronto a chiarire, tanto più che ora non ho più diritti da cardinale" e quindi non è necessario che il Papa a dare il nulla osta. "Non mi sento un corrotto", prosegue rispondendo anche di non temere alcun arresto. La segnalazione di possibile peculato é arrivata dalla Guardia di Finanza italiana dopo la richiesta di indagine da parte dei magistrati vaticani.

Quindi il cardinale aggiunge: "Nessuna sfida al Papa ma ognuno ha diritto alla propria innocenza". "Spero che prima o poi il Santo Padre si renda conto che c'è stato un forte equivoco", dice. E ancora: "Spero non sia stato manipolato". Secondo Becciu ieri il pontefice "soffriva" mentre gli chiedeva di fare un passo indietro, "era in difficoltà", "forse ha avuto errate informazioni". Papa Francesco ha comunque lasciato che Becciu resti nel suo appartamento in Vaticano.