Roma, 13 febbraio 2020 - Non solo una foto. C'è anche un video che testimonia le condizioni in cui fu interrogato Gabriel Christian Natale Hjorth dopo il fermo per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Poco meno di un minuto in cui il diciottenne americano appare con le mani dietro la schiena, il capo chino e una benda sugli occhi, seduto in una stanza della caserma di via In Selci a Roma.

E' il 26 luglio e si sentono le voci di diversi militari. ''Hey maschio... Come ti chiami?'', gli chiede uno di loro . ''Che cambia?'', risponde il ragazzo che a breve sarà processato dalla corte d'assise con l'accusa di concorso in omicidio con Lee Finnegan Elder. ''Come che cambia? - lo incalzano i carabinieri -. Dimmi come ti chiami, dimmi il tuo nome. Da quanto tempo sei in Italia?''. 

Hjorth risponde in un italiano stentato: ''Da una settimana''. ''E che fai in Italia?'', gli chiedono ancora. ''Sono qui a trovare la famiglia'', ribatte lui. ''E dove abita?'', domanda un altro. ''Abita a Roma. Non so esattamente dove'', risponde l'americano. Un carabiniere gli parla di una felpa di colore rosso. "Dov'e'?" e il giovane stenta a rispondere come se non avesse capito la domanda. 

Il filmato è stato girato con un telefonino da Andrea Varriale, il collega che era di turno con Cerciello la notte del 26 luglio, ed è depositato agli atti del filone di indagine che coinvolge altri due carabinieri, per la vicenda della benda su cui indaga sia la procura ordinaria che quella militare. Entrambe hanno chiuso le indagini a dicembre. A rischiare il processo a piazzale Clodio sono due uomini dell'Arma che hanno avuto nella vicenda ruoli diversi: Fabio Manganaro, che bendò l'americano, è accusato "di misura di rigore non consentita dalla legge", Silvio Pellegrini a cui viene contestato l'abuso di ufficio e pubblicazione di immagini di persona privata della libertà per aver scattato la foto (non si è mai parlato di video) del giovane californiano e averla poi diffusa.