La squadra del Capitano Ultimo (foto d'archivio Ansa 15 gennaio 2010)
La squadra del Capitano Ultimo (foto d'archivio Ansa 15 gennaio 2010)

Roma, 19 dicembre 2018 - Il Capitano Ultimo avrà di nuovo la sua scorta. Il Tar del Lazio ha deciso di "restituire" la protezione a Sergio De Caprio (conosciuto meglio come Capitano Ultimo), il colonnello che arrestò Totò Riina. Il Tribunale amministrativo regionale, in particolare, ha accolto il ricorso dello stesso De Caprio contro il Ministero dell'Interno per l'annullamento, previa sospensiva, di tutti gli atti relativi alla revoca della misura di protezione, disposta il 3 settembre scorso. Il ricorso verrà trattato nel merito l'11 giugno prossimo. 

Secondo i giudici amministrativi "al sommario esame proprio della presente fase" di giudizio, "si ravvisano i presupposti per l'accoglimento dell'istanza cautelare, dovendosi assegnare preminenza, allo stato, nel bilanciamento degli opposti interessi, al mantenimento del dispositivo di tutela in favore" del Capitano Ultimo, "nelle more della decisione sul merito del ricorso". 

BRUCIATA UNA MACCHINA DAVANTI CASA - Il Tar ha quindi sospeso l'efficacia di tutti gli atti riguardanti la revoca della scorta al colonnello De Caprio, compreso il provvedimento con cui è stata  rigettata la domanda fatta dall'ufficiale al prefetto di accesso agli atti. Proprio ieri la questione della scorta di Ultimo era tornata alla ribalta: a ridosso della casa famiglia fondata dal colonnello e gestita da un'associazione di volontari è stata infatti incendiata un'autovettura risultata rubata. Secondo alcuni si è trattato di un avvertimento, considerate le numerose minacce ricevute da De Caprio negli anni da parte di Cosa Nostra. Sia i suoi sostenitori, sia alcuni esponenti politici avevano chiesto la riassegnazione del dispositivo di protezione.

"TAR CORAGGIOSO" - "Oggi con coraggio il Tar di Roma ha arginato l'illegittima prevaricazione che alcuni funzionari della sicurezza pubblica hanno esercitato contro il diritto alla vita, alla sicurezza ed alla difesa di un cittadino e di un carabiniere". Così il Capitano Ultimo - aggiungendo "disprezzo" per chi non ha fatto nulla - commenta la decisione del Tar tramite il suo avvocato Antonino Galletti.