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8 ott 2021

Capitali nei paradisi fiscali. Sorpresa Mancini e Vialli tra i Pandora Papers

Dopo Guardiola e Ancelotti spuntano anche i nomi dei gemelli dell’Italia. Il capo delegazione: "Sono cittadino britannico, rispetto le regole di quel Paese"

8 ott 2021
elena comelli
Cronaca
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Gianluca Vialli e Roberto Mancini
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Gianluca Vialli e Roberto Mancini

Roma, 8 ottobre 2021 - Roberto Mancini e Gianluca Vialli uniti nella buona e nella cattiva sorte. I gemelli del gol della Sampdoria, arrivati quest’estate sul tetto d’Europa con la Nazionale, sono finiti nella lista dei Pandora Papers, l’inchiesta giornalistica portata avanti da un pool di reporter di tutto il mondo, che ha svelato le ricchezze nascoste nei paradisi fiscali di statisti, politici e vip, dove nei giorni scorsi erano spuntati tra gli altri i nomi di Tony Blair o Abdallah di Giordania, e per il calcio di Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. L’allenatore della nazionale di calcio e il capo delegazione degli Azzurri agli ultimi Europei risulterebbero collegati a due società offshore nelle Isole Vergini, come riportato ieri sull’Espresso da Paolo Biondani, Vittorio Malagutti e Leo Sisti, che hanno contribuito all’inchiesta come membri dell’International Consortium of Investigative Journalists. Mancini è indicato nei documenti come azionista della società Bastian Asset Holdings, mentre Vialli è qualificato come proprietario della Crewborn Holdings, entrambe registrate nelle isole caraibiche. Secondo quanto emerso dal lavoro dei reporter, a dicembre 2008 Mancini diviene "l’azionista unico di Bastian, la società offshore a cui era intestato un aereo Piaggio P180 Avanti acquistato per 7 milioni di dollari a novembre dello stesso anno". Il 13 gennaio 2009 "Bastian fa il pieno di capitali, grazie a un prestito di 5,5 milioni di dollari" erogato da una società con sede a Zurigo. Il 3 dicembre del 2009, però, l’attuale ct della nazionale annunciava a una fiduciaria italiana che "intende avvalersi delle opportunità offerte dalla recente normativa italiana sulla emersione delle attività detenute all’estero". La scelta di tempo non è casuale. La legge sullo scudo fiscale, promossa dall’allora ministro Giulio Tremonti, si stava avviando a scadenza, ma i giornalisti non sanno se Mancini, che allora era agli esordi della sua nuova avventura nel ...

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