di Alessandro Farruggia Il premier Giuseppe Conte definisce il decreto semplificazioni che (per ora) non c’è "il trampolino di lancio per il Paese", assicura che l’approvazione del Cdm con la formula "salvo intese" è solo una questione tecnica e, anzi, la convergenza dei quattro partiti di maggioranza su un testo condiviso "è un risultato clamoroso" e che presto il decreto sarà in Gazzetta Ufficiale. Punto qualificante del decreto varato dal Cdm sono le semplificazioni nel settore delle opere pubbliche, che puntano ad avviare un piano da 200 miliardi, denominato ’Italia...

di Alessandro Farruggia

Il premier Giuseppe Conte definisce il decreto semplificazioni che (per ora) non c’è "il trampolino di lancio per il Paese", assicura che l’approvazione del Cdm con la formula "salvo intese" è solo una questione tecnica e, anzi, la convergenza dei quattro partiti di maggioranza su un testo condiviso "è un risultato clamoroso" e che presto il decreto sarà in Gazzetta Ufficiale. Punto qualificante del decreto varato dal Cdm sono le semplificazioni nel settore delle opere pubbliche, che puntano ad avviare un piano da 200 miliardi, denominato ’Italia veloce’, che dovrebbe avviare 130 grandi opere, di cui 41 (più 12 caserme) da commissariare "stile Genova". Se anche ne partissero metà da qui a fine legislatura sarebbe un successo clamoroso.

Per velocizzare l’iter autorizzativo, Conte ottiene la modifica del reato di abuso d’ufficio e della responsabilità erariale e semplificazioni per la normativa antimafia e la Via, che dovrebbero contribuire a ridurre i tempi biblici di autorizzazione e affidamento dei lavori. Non solo. "D’ora in poi – promette Conte – opere e cantieri non si bloccheranno più, si deciderà con una sentenza breve e la tutela sarà limitata al solo risarcimento danni".

Le stazioni appaltanti avranno l’obbligo di precedere anche in presenza di contenzioso". Vedremo. Confermato l’affidamento diretto per opere fino a 150mila euro mentre per importi sino a 5,3 milioni ci sarà una veloce procedura negoziata. Non poteva mancare l’elenco delle opere prioritarie, un classico italiano. "In Cdm – ha detto Conte – abbiamo approvato l’elenco di 130 opere strategiche elaborato al Mit alle quali si aggiungono quelle per le Olimpiadi di Cortina e quelle previste da altri ministeri".

Tra le opere ferroviarie ci sono l’alta velocità Palermo-Catania-Messina "che andrà in gara già questa estate", la Torino-Lione, la connessione con i valichi svizzeri, la Pontremolese, la tratta di valico del Brennero, la velocizzazione della Bologna-Lecce, il nodo di Genova e il valico dei Giovi; la Venezia-Trieste, i nodi AV di Firenze e Napoli, la progettazione del raddoppio della Genova-Ventimiglia e della Roma-Pescara, della Orte-Falconara, della Verona-Brennero e della Salerno-Reggio Calabria.

Per la viabilità ci sono il potenziamento dell’autostrada A22 tra Bolzano sud e Verona, il collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo, l’Autostrada regionale cispadana, le Pedemontane veneta e lombarda, la Gronda genovese, il ponte sul fiume Magra, il completamento del quadrilatero Umbria-Marche e della Orte-Civitavecchia, una lunga serie di lotti sulla E45 Grosseto-Fano, la Roma-Latina, la Telesina da Caianello a Benevento, il terzo megalotto della 106 Ionica, la Ragusa-Catania.

E ancora, in ’project review’, il completamento della Livorno-Civitavecchia, la riqualifica della E45SS 3 bis Orte-Ravenna e della SS 309 Ravenna-Venezia. Le promesse sono enormi. Il difficile adesso sarà mantenerle.