Un imprenditore della cannabis terapeutica controlla lo stato di salute delle. piante. Possono essere usate per alleviare i dolori cronici
Un imprenditore della cannabis terapeutica controlla lo stato di salute delle. piante. Possono essere usate per alleviare i dolori cronici
ROMA Cannabis terapeutica, si avvicina l’ora della creazione di una filiera nazionale di produzione, lavorazione e commercializzazione che renda in nostro Paese autosufficiente per il prodotto usato nei farmaci galenici necessari a migliaia di pazienti per la terapia del dolore. Ad annunciare la svolta è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Nelle prossime settimane – dice a Mi manda Raitre – saranno pronti i bandi per la coltivazione di cannabis terapeutica ad uso medico da parte di aziende pubbliche e private". "Stiamo varando – spiega – dei bandi che diano la possibilità di coltivare cannabis ad uso medico anche ad aziende private e pubbliche per essere in grado di essere...

ROMA

Cannabis terapeutica, si avvicina l’ora della creazione di una filiera nazionale di produzione, lavorazione e commercializzazione che renda in nostro Paese autosufficiente per il prodotto usato nei farmaci galenici necessari a migliaia di pazienti per la terapia del dolore.

Ad annunciare la svolta è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Nelle prossime settimane – dice a Mi manda Raitre – saranno pronti i bandi per la coltivazione di cannabis terapeutica ad uso medico da parte di aziende pubbliche e private". "Stiamo varando – spiega – dei bandi che diano la possibilità di coltivare cannabis ad uso medico anche ad aziende private e pubbliche per essere in grado di essere autosufficienti nell’ambito della produzione. Questo è un tema che stiamo affrontando insieme al ministero dell’Agricoltura e al ministero dell’Interno, siamo a buon punto del percorso". La questione non ha nulla a che vedere con il referendum, promosso da +Europa e 61 tra associazioni e partiti, per legalizzare la produzione di cannabis per uso personale, che vedrà giovedì prossimo il deposito in Cassazione di 680mila firme.

Che la carenza di cannabis a uso medico sia ormai un problema cronico lo dicono i numeri. Per il 2021 è stato infatti previsto un consumo di oltre 1.400 chilogrammi, ma lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze (Scfm) – che dal 2016 è stato indicato per la produzione nazionale di cannabis per uso medico – è in grado di produrne solo circa 300 chili. Altri 900 chili sono importati per il 2021 attraverso il ministero della Salute olandese, e il resto per importazione tramite Scfm. A regolare l’approvvigionamento e l’uso in Italia è la legge 1722017, che ha disposto che le preparazioni magistrali a base di cannabis prescritte dal medico per la terapia contro il dolore siano a carico del Servizio sanitario nazionale.

L’impiego terapeutico riguarda, in particolare, dolore cronico e quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per Hiv; come stimolante dell’appetito nell’anoressia, in pazienti oncologici o affetti da Aids; effetto ipotensivo nel glaucoma.

"La situazione è critica in tutta Italia – avverte il segretario di Federfarma Roberto Tobia – nelle farmacie sul territorio, così come in quelle ospedaliere, c’è una forte carenza di cannabis terapeutica per la preparazione dei farmaci magistrali da parte dei farmacisti: le forniture non sono sufficienti e le farmacie hanno fortissime difficoltà rispetto alla domanda in aumento esponenziale da parte dei malati. La carenza è cronica. E a questo si aggiunge un altro problema: "In varie regioni (Puglia, Molise e Calabria, ndr) le preparazioni non sono rimborsate – osserva Tobia –. Così, il costo per i pazienti può andare dai 150 a oltre 500 euro al mese". Replica Costa: "Ai cittadini bisogna dare risposte in tempi certi, e garantire la disponibilità della cannabis indipendentemente da dove risiedano. Faremmo però un errore se confondessimo la legalizzazione della cannabis con la cannabis ad uso terapeutico. La liberalizzazione è un tema divisivo che rischia di creare un dibattito e alimenta contrapposizioni che non credo siano utili a quei pazienti che sono in attesa di cura".

Coldiretti stima che la produzione di cannabis terapeutica in Italia potrebbe garantire 10mila posti di lavoro. E utilizzando già solo le serre dismesse a causa della crisi si avrebbero a disposizione mille ettari di terreno.

Alessandro Farruggia