Emma Bonino, 73 anni,. esulta per le 500mila firme per il referendum sulla cannabis
Emma Bonino, 73 anni,. esulta per le 500mila firme per il referendum sulla cannabis
di Antonella Coppari Sarà perché per la prima volta, grazie a un emendamento al decreto Semplificazioni, si può firmare online. Sarà perché per i più giovani la cannabis non è una droga a tutti gli effetti, ma certo il quesito che legalizza la canapa ha battuto tutti i record. Cinquecentomila firme in sette giorni, un successo inaudito che lo porta a rincorrere quello del referendum gemello sull’eutanasia (quasi un milione di sottoscrizioni). Stessi promotori: Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani. Stessa soddisfazione: "Un risultato straordinario", commenta Emma Bonino. "Non è vero che ai ragazzi non interessa la politica: al contrario, si appassionano ai temi che gli...

di Antonella Coppari

Sarà perché per la prima volta, grazie a un emendamento al decreto Semplificazioni, si può firmare online. Sarà perché per i più giovani la cannabis non è una droga a tutti gli effetti, ma certo il quesito che legalizza la canapa ha battuto tutti i record. Cinquecentomila firme in sette giorni, un successo inaudito che lo porta a rincorrere quello del referendum gemello sull’eutanasia (quasi un milione di sottoscrizioni). Stessi promotori: Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani. Stessa soddisfazione: "Un risultato straordinario", commenta Emma Bonino. "Non è vero che ai ragazzi non interessa la politica: al contrario, si appassionano ai temi che gli stanno a cuore", dice Riccardo Magi (+Eu).

Stando all’analisi sociologica delle firme digitali, a tirar la volata sono stati proprio loro: dei primi 330mila firmatari online, la metà hanno tra i 18 e i 25 anni, l’80% si attesta sotto i 40 anni; il 65% è rappresentato da uomini, il resto dalle donne e sono distribuiti in modo uniforme per tutta l’Italia, senza picchi nelle grandi città. "Abbiamo superato una soglia psicologica ma bisogna andare avanti per mettere il risultato in sicurezza: dobbiamo arrivare almeno a 575mila firme entro il 30 settembre, quando porteremo tutto in Cassazione", sottolinea Marco Perduca, presidente del comitato referendumcannabis.it. Che lancia un appello: "Abbiamo bisogno di donazioni. Per anticipare l’entrata in vigore della legge sulle firme online, ci siamo accollati i costi dell’operazione: ogni sottoscrizione ci costa 1 euro e 5 centesimi. Abbiamo raccolto 160mila euro in una settimana: ce ne servono almeno il triplo".

Il quesito è articolato, ma in soldoni prevede la depenalizzazione della coltivazione e dell’uso individuale di canapa (non si finirà più in carcere) e l’abolizione della sanzione amministrativa della sospensione della patente. "Naturalmente – precisa Magi – fermo restando il reato di guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti per cui rimane in vigore quella misura".

Superato il primo scoglio, ne restano due, e cioè la verifica delle firme in Cassazione e il vaglio di ammissibilità del quesito da parte della Corte costituzionale: quest’ultimo è il più ostico. Passato quello, la strada dovrebbe essere, se non in discesa, quanto meno pianeggiante.

La rapidità con cui i giovani hanno risposto oggi lascia infatti pensare che stavolta alle urne la prossima primavera (sempre che non ci siano elezioni politiche, in tal caso slitterebbe) ci andranno davvero. Per superare il quorum previsto (la metà più uno degli aventi diritto al voto) i promotori potranno contare anche sul traino degli altri referendum: i 6 sulla giustizia, poi quelli su eutanasia e caccia. E se la dovranno vedere con l’ostilità del centrodestra di Salvini e Meloni – per dire: il forzista Gasparri ha già lanciato i comitati del no –, i dubbi del Pd e la cautela dei cinquestelle (Beppe Grillo, però, l’altro giorno ha invitato a sottoscrivere il quesito).

Il fattore generazionale è importante, ma il boom di questo referendum probabilmente deriva anche dal fatto che tocca un tema sentito da tutti, a differenza di argomenti come la giustizia ritenuti più distanti, almeno finché non ci si finisce dentro. Questo primo esperimento suscita però interrogativi che vanno al di là della consultazione specifica. La rapidità con cui sono state raccolte le firme (e che i No vax sognano di replicare con una consultazione per abrogare il Green pass) dimostra che poter aderire con un click invece di andare a cercare il banchetto a cui presentarsi è sì, effettivamente, molto più semplice, ma anche probabilmente meno meditato. Nessuno se la sentirebbe onestamente di escludere che si possa aprire la strada a una serie di quesiti dettati dalla pancia più che dalla ragione.