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22 giu 2022

Primo sì alla cannabis domestica: si potranno tenere quattro piantine

La Commissione dà l’ok alla proposta di legge che consente la coltivazione (limitata) per uso personale. Il provvedimento passerà in Aula il 24 giugno, ma la conferenza dei capigruppo potrebbe farla slittare

22 giu 2022
ettore maria colombo
Cronaca
A vendor sells a plant to celebrate the legalization of cannabis at the �Thailand 420: Legalaew!� weekend festival hosted by Highland in Nakhon Pathom province on June 11, 2022. (Photo by Lillian SUWANRUMPHA / AFP)
Piantina di cannabis (Ansa)
A vendor sells a plant to celebrate the legalization of cannabis at the �Thailand 420: Legalaew!� weekend festival hosted by Highland in Nakhon Pathom province on June 11, 2022. (Photo by Lillian SUWANRUMPHA / AFP)
Piantina di cannabis (Ansa)

Roma, 22 giugno 2022 -  Il campo largo (Pd-M5s-LeU-Iv-+Europa-Misto) segna un goal a porta vuota, sulla cannabis, e batte il centrodestra. Infatti, arriva l’ok della commissione Giustizia della Camera, ieri, anche alla coltivazione di poche piantine per uso personale e pene detentive più basse – che potrebbero significare niente carcere – per lo spaccio di lieve entità di cannabis. In realtà, si tratta di una serie di voti su emendamenti che, sempre in commissione Giustizia, stanno andando avanti da mesi sul testo sulla cannabis. Testo detto Magi-Licatini, dai nomi dei due primi firmatari (Riccardo Magi, presidente di +Europa, e Caterina Licatini, deputata del M5s). Prima sono stati votati gli emendamenti sull’articolo 1 della proposta di legge (diritto all’autocoltivazione), poi quelli sulla riduzione delle pene per reati di lieve entità e infine, ieri, la depenalizzazione della coltivazione domestica delle quattro piantine, come previsto dal testo.

Oggi, sempre in commissione Giustizia, ci sarà il voto finale sul mandato al relatore, il presidente Mario Perantoni (M5s), poi la parola passerà all’Aula, dove per il momento l’inizio della discussione è prevista per venerdì 24, ma la conferenza dei capigruppo potrebbe farla slittare. E l’opposizione del centrodestra (Lega-FdI-FI) che ha già votato contro, in aula sarà durissima. Certo è che la pdl Magi-Licatini rappresenta, nel suo complesso, un approccio del tutto diverso alle droghe leggere. Il percorso della proposta di legge è stato (ed è ancora) accidentato, ci sono voluti due anni e mezzo per entrare nel vivo della discussione.

"Era la fine del 2019 quando ha depositato la prima proposta di legge – ricorda Riccardo Magi -. Il termine delle votazioni in commissione Giustizia è un fatto positivo ora si arrivi rapidamente al dibattito e al voto in Aula". "La depenalizzazione della coltivazione domestica di quattro piantine di cannabis è un modo per sostenere chi ne fa un uso terapeutico e per togliere terreno allo spaccio" dice Perantoni, fiducioso su un testo "equilibrato e concreto". Ma il centrodestra è già sulle barricate. Il leader della Lega, Matteo sbotta: "Con tutti i problemi che hanno gli italiani, ci sono parlamentari che pensano alle canne...Ma basta!". Pagano (Lega) parla di "Pd e M5s irresponsabili", la Ronzulli (FI) di "sinistra fuori dal mondo", FdI di "provvedimento pericoloso". In generale, il centrodestra insorge contro "la cultura della morte". Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno proposto e votato emendamenti soppressivi sui punti nevralgici del provvedimento, ma sono stati battuti, in modo sistematico, da Pd-5s-+Eu-Misto.

Il cuore della proposta di legge è la coltivazione domestica, ma sono previste anche pene detentive più basse per lo spaccio di lieve entità di cannabis (dagli attuali 4 anni a due anni e due mesi); ma non potrà essere mai considerato fatto di lieve entità la cessione di sostanze stupefacenti a minori da parte di persone di maggiore età. È stata anche prevista una giornata nazionale nelle scuole sui danni da alcolismo, tabagismo, droghe.

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