Genova, 11 gennaio 2018 - Da oggi i dipendenti dell'ufficio cultura del Comune di Genova potranno portare i propri cani in ufficio. A  prendere l'iniziativa è stato l'assessore alla cultura Elisa Serafini, che con una serie di regole interne ha consentito ai lavoratori di introdurre i propri amici a quattro zampe all'interno del Palazzo Ducale durante l'orario di lavoro. La stessa Serafini porta il suo Benji, un barboncino che fa compagnia a Pixel, Amelia, Simpson e Gioia. 

Una misura, quella dei cani nel posto di lavoro, che secondo la Serafini "migliora il clima tra colleghi e induce le persone a non correre a casa per portar fuori il cane". Rimane la condizione per cui l'animale non deve "creare disagio" e se qualcuno ha paura o è allergico "il cane non entra". L'iniziativa rappresenta "un nuovo approccio", ha spiegato la Serafini, impegnandosi ad estendere la sperimentazione "anche nei musei genovesi" già in primavera. L'assessore si è poi soffermata sul bisogno di sottrarre l'animalismo all'arena politica per farne un fatto culturale, ricordando che "in Comune a Genova c'è un intergruppo formato da persone con diverse sensibilità e di partiti diversi che si fanno portavoce dei diritti degli animali".

Buone notizie in arrivo anche per chi si serve di cani guida, che ora possono accompagnare i padroni sulle scale mobili. La norma che lo impediva è stata sostituita oggi dal Ministero delle Infrastrutture, che ha dato il via libera ponendo come condizione che l'animale sia addestrato da una scuola certificata e assicurato per danni a se stesso o a terzi. Ne ha dato notizia il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, la cui amministrazione si è attivata per spargere la voce sulla nuova normativa, valida in tutta Italia. "Quando un addetto alla infrastruttura bloccò un cieco perché il cane non poteva usare la scala - ricorda oggi Massaro - esplose un caso nazionale con tanto di riflettori mediatici dai quali il comportamento della nostra amministrazione non era uscito con una buona immagine. A poco valse spiegare che c'era una legge che lo vietava, dato soprattutto il rischio per l'animale di finire con una zampa schiacciata fra le parti in movimento della scala". Oggi finalmente il fatto non può più sussistere.