Cani anti Covid (Finavia)
Cani anti Covid (Finavia)

Roma, 24 ottobre 2020 - Addestrano i cani a scovare i malati di Covid. L'ultimo progetto è partito a Caldaro (Bolzano), ma ormai sono molti i Paesi che stanno sperimentando il sistema, dalla Finlandia all'Iran. Che i nostri amici a quattro zampe siano capaci di 'fiutare' malattie come diabete, cancro o Parkinson è noto. La pandemia ha aperto una nuova frontiera. I cani, infatti, sarebbero capaci di riconoscere un contagiato anche asintomatico, sfruttando il loro olfatto 20mila volte più potente rispetto a quello dell'uomo. Il test dura in tutto pochi minuti, meno di un tampone rapido. Non solo: dagli studi che si stanno conducendo in diversi Stati, la 'diagnosi' sarebbe assai precoce, addirittura in anticipo di giorni sulla manifestazione della malattia.

Ma come funziona? All'aeroporto di  Helsinki è partito un programma pilota. 'Sniffer dogs' perfettamente addestrati sono in grado di riconoscere con pochi errori l'odore del sudore o di saliva di un malato Covid. Gli animali, per rigidi protocolli di sicurezza, lavorano nei laboratori. Esperimenti simili stanno venendo avanti in Inghilterra, Francia, Germania, dove la prova coinvolge l'esercito e la facoltà di Veterinaria di Hannover, al momento sono impiegati 10 animali di razze diverse, dai pastori alsaziani al golden retrivier. Lavorano allo stesso obiettivo la Russia con l'ibrido Shalaika,  che incrocia pastore lappone e sciacallo dorato,  l'Austria, che ha messo in campo il pastore belga, e l'Australia. Ma anche  gli Emirati Arabi con l'aeroporto di Dubai, Iran, Libano e Africa, con la Namibia, grazie alla scuola di medicina veterinaria dell'università.

Coronavirus, il bollettino del 24 ottobre

All'inizio della pandemia si era parlato molto degli animali domestici. Di possibili contagi e trasmissioni. Le ultime informazioni ci dicono che i cani sarebbero sostanzialmente immuni, non ci sono prove che possano infettare. Invece, da qualche mese, cominciano ad accumularsi elementi che dimostrano come possano essere alleati nella lotta al virus. Mentre la comunità scientifica non si è ancora espressa ufficialmente la Finavia, società che gestisce gli aeroporti finlandesi, ha usato toni entusiastici, parlando di "valida alternativa ai tamponi per costi e tempi". I cani anti covid, infatti,  sarebbero in grado di annusare 750 persone all'ora.

Per ora sta a guardare Aldo La Spina - 62 anni, milanese, educatore cinofilo, direttore tecnico dell'associazione Medical Detection Dogs Italy, specializzata nella ricerca sull’olfatto canino come metodo per l’individuazione e la diagnosi precoce di tumore nell’uomo. Aldo La Spina con Nala

Spiega: "Sono sperimentazioni che si svolgono in laboratorio, negli aeroporti. In Italia non siamo ancora a questi livelli. Noi stiamo cercando di capirne la fattibilità, per andare oltre.  Da noi si lavora soprattutto sui test rapidi, anche se  il cane impiega solo 10 minuti. L'affidabilità può essere anche del 100 per cento. L'ipotesi più avanzata è quella di lavorare direttamente sulle persone".

Le note positive, fa notare l'esperto, sono soprattutto due: "I cani hanno la massima affidabilità e la tempistica è ridotta. La procedura è identica a quella che si usa per i tumori. Il campione di sudore viene prelevato, messo in un contenitore, sigillato e portato in laboratorio. Può essere anche in una stanza attigua, all'aeroporto. Si posiziona a terra, con altri campioni negativi o vuoti. Il cane individua quello positivo, lo segnala proprio, ad esempio si siede, si mette a terra o altro. Se è positivo, si procede con il tampone oro-faringeo. Questo è quello che è stato fatto finora". L'associazione MDDI ha un contatto stretto con la Germania, "hanno  dimostrato l'affidabilità del cane al 95%, con il sistema del laboratorio. Ma l'obiettivo finale è molto più ambizioso, segnalare direttamentre i contagiati che scendono da un aereo, come chi porta una bustina di droga in tasca".

Ci si arriverà? "Vediamo. Bisogna affrontare il tema sicurezza, per operatori e animali. E' certo che i cani sono vettori per contatto, se li accarezzo e sono malato, loro come un tessuto o una superficie di plastica, portano in giro il virus. Per questo non si fanno più attività di pet therapy. Una raccomandazione? Non fare accarezzare il cane e non passarsi gli strumenti, come i guinzagli. E osservare le normali norme igieniche, dobbiamo solo solo un po' più attenti". Per la cronaca: dall'inizio della pandemia "sono aumentati moltissimo acquisti e adozioni. Se abbiamo tutti bisogno d'affetto? Ci aggiungerei il diritto alla passeggiata". E'  stato un modo per uscire di casa, durante il lockdown.