Combinazioni incerte su quale sarà alla fine la coalizione che andrà al governo, una campagna elettorale non entusiasmante, e il vuoto creato dall’uscita di scena dopo 16 anni di Angela Merkel. Sono questi i motivi che i politologi attribuiscono al fatto che quattro persone su dieci – lo ha rilevato un recente sondatto della...

Combinazioni incerte su quale sarà alla fine la coalizione che andrà al governo, una campagna elettorale non entusiasmante, e il vuoto creato dall’uscita di scena dopo 16 anni di Angela Merkel. Sono questi i motivi che i politologi attribuiscono al fatto che quattro persone su dieci – lo ha rilevato un recente sondatto della Frankfurter Allgemeine Zeitung – ancora non hanno deciso chi votare alle elezioni per il rinnovo del Bundestag di domenica prossima (nella foto un manifesto elettorale del socialdemocratico Scholz).

"Nessuno dei candidati è attualmente in carica. Abbiamo tre anziché due partiti che cercano di ottenere la cancelliera. E non è molto chiaro – o meglio non è per niente chiaro – quale governo di coalizione potremmo avere. Quindi posso capire che è più difficile decidere", ha riassunto con Deutsche Welle Thomas Gschwend, professore di Scienze politiche all’università di Mannheim. Secondo Katja Hoyer, storica, il problema principale è che "nessun partito offre soluzioni nuove a vecchi problemi. Il mandato della Merkel ha lasciato intatte molte questioni-chiave, come la qualità della vita, l’accesso alla sanità o la mobilità sociale. Ha anche introdotto ulteriori tensioni con la crisi dei rifugiati nel 2015. Eppure nessuno dei partiti sembra offrire idee realizzabili o nuove".

Pesa poi l’uscita di scena di Merkel. Il candidato della Cdu, Armin Laschet, si presenta come il suo naturale erede, ma "l’insieme degli elettori che votano Cdu è solo un sottoinsieme di coloro che hanno votato Angela Merkel", sottolinea Gschwend, mettendo in luce che ad esempio la cancelliera è stata sostenuta anche da elettrici donne di tendenza più progressista.