Napoli, 10 novembre 2020 - La Campania, al momento, non entra in zona rossa (o arancione). La decisione, rimandata ieri, non arriverà comunque oggi. Le ultime notizie giungono direttamente dalle parole del governatore Vincenzo De Luca che assicura: "Non c'è più nulla  da decidere, la collocazione della Campania è già stata stabilita ieri". La regione resta quindi in zona gialla, almeno per ora. Nonostante Brusaferro l'abbia inserita tra quelle che necessitano "misure anticipate", il colore al momento non cambia. Anche perché l'esecutivo non intende aggiornare le fasce prima del nuovo monitoraggio Iss.

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Altrettanto vero è che i tecnici del ministero della Salute sono sul territorio per una ricognizione sui dati dell'epidemia di Coronavirus. Vogliono un quadro preciso che consenta di prendere contromisure nel minor tempo possibile. "Ho sollecitato io un'operazione trasparenza, pubblica e in tutte le direzioni, per eliminare ogni zona d'ombra, anche fittizia", dichiara De Luca in serata sottolineando che c'è "piena rispondenza dei nostri dati" a quanto previsto "dai criteri oggettivi fissati dal ministero della Salute".

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"Sulla linea di rigore sempre seguita dalla Regione, solleciterò nelle prossime ore e nei prossimi giorni i ministeri dell'Interno e della Salute ad assumere provvedimenti rigorosi per il rispetto delle regole e per il contrasto all'epidemia". Poi ha aggiunto: "Non sono assolutamente tollerabili immagini come quelle del lungomare di Napoli, o di strade e quartieri abbandonati a se stessi, nei quali si continuano a violare le norme senza che nessuno di quelli che hanno il dovere di impedirlo muova un dito".

I tecnici sono al lavoro: vogliono capire se sia creata una falla nella trasmissione o se invece il flusso dei dati Covid sia stato archiviato correttamente. Il timore è che ci siano dati mancanti: se fossero appurati eventuali deficit, bisognerebbe capire come recuperare quei numeri. Finché non ci sarà la loro relazione, la Campania non cambierà colore. 

"Sono in atto approfondimenti per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso", ha detto all'ora di pranzo il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro che ha parlato di quattro regioni a rischio Covid per cui sarebbe "opportuno" anticipare la stretta. Tra queste anche la Campania che ha fatto il suo ingresso in scenario quattro. Le altre 3 regioni, va detto, sono orientate a varare un'ordinanza comune che applichi ulteriori restrizioni così da scongiurare l'eventuale nuovo giro di vite del ministero una volta usciti i prossimi dati Iss. 

Il bollettino Covid del 10 novembre

La Campania è stata inizialmente inserita in fascia gialla: sabato migliaia di persone si sono riversate sul lungomare di Napoli, tutti rigorosamente con la mascherina. Qualcuno ha fatto addirittura il bagno, approfittando della giornata di sole. Tutto secondo le regole, ovviamente. Ora però l'intero territorio rischia addirittura il doppio salto dopo che ieri altre cinque regioni sono entrate in zona arancione Covid (Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria). "Chi aspettiamo per avere misure più severe?", si chiede oggi proprio il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. "Da un mese - ricorda - abbiamo annunci per un lockdown imminente regionale e nazionale e poi, non si sa per quale motivo, non è stato fatto". 

Zona rossa

Entrare in zona rossa significherebbe tra le altre cose lo stop agli spostamenti fuori da casa, salvo comprovate esigenze (lavorative e di salute). Attività motoria e sportiva consentita solo in prossimità della propria abitazione, ristoranti chiusi (ma ok all'asporto fino alle 22). Un giro di vite significativo, ma secondo molti necessario. "E' arrivato il momento di finirla con le polemiche", sbotta Luigi De Lucia, Segretario regionale sindacato medici italiani della Campania, ai microfoni di Radio Crc Targato Italia. "I numeri galoppano: personalmente spero che la Campania diventi zona rossa, è l'unico modo per tenere a bada il virus". E il presidente della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), Silvestro Scotti, su SkyTg24 ha rincarato: "L'ambiente sanitario campano, sia per quanto riguarda la medicina territoriale che quella ospedaliera, ritiene sia necessario andare al massimo contenimento".

Anche il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, stamattina, è intervenuto sull'argomento: "Ho visto i miei colleghi medici e infermieri sotto pressione. Immagino che il mio percepito possa avere un'espressione numerica che possa determinare una chiusura", ha detto. Al momento la Campania resta zona gialla, almeno finché non arriverà la relazione dei tecnici del ministero.