Dalmine (Bergamo), 11 marzo 2019 - Renato Mora, benzinaio a Dalmine, nel Bergamasco. Lei ha guardato quel camion con gli occhi della memoria. Lo ha ricosciuto. “Mi sono venuti in mente il modello, i colori... Subito dopo sono andato a verificare centinaia di immagini online. Ho capito da alcuni particolari che non poteva che essere quello”.
La foto che tutti abbiamo in mente: il mezzo fermo a tre metri dal baratro, sul ponte di Genova crollato. Cerata verde, scritta rossa: il simbolo della strage e di un miracolo, nello stesso tempo.
“Per me è senz’altro così. Tutto il mondo ha visto quel che è successo a Genova, tutto il mondo lo ricorderà per sempre”.
Lei si è trovato il camion di fronte, nel piazzale dell’Italcar.
“Conosco i titolari, anche loro avevano avuto lo stesso dubbio. Abbiamo verificato insieme. Spero di non aver dato un dispiacere a nessuno. Ci conosciamo da anni, le nostre attività sono confinanti”.
Il camion parcheggiato nel piazzale, in uno stock.
“Proprio dalla parte del mio distributore. È la prima cosa che vedo guardando verso l’Italcar”.
Invece dovrebbe stare in un museo?
“Domanda particolare... Quel mezzo non è mio. Sicuramente è un simbolo di quel che è successo a Genova. Come il rottame recuperato sul fiume. Ce ne potrebbero essere tanti. Ciascuno  vede le cose con la propria emotività. Non vorrei enfatizzare troppo questa cosa. Certo, vederlo in vendita, qui a Dalmine, a due metri da dove lavoro tutti i giorni... Un po’ d’impressione la fa. Mi riporta le immagini della strage. Anche ora che sto parlando. Sono al computer e ce l’ho proprio davanti”.