Martedì 23 Luglio 2024

Cambiamento climatico, crescono le morti per il caldo in Europa: +9% in 30 anni

Colpite più le donne rispetto agli uomini. Ma l’aumento delle temperature favorisce la diffusione di parassiti e insetti che sono vettori di virus e patogeni

Roma, 20 giugno 2024 – Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire pesantemente in Europa. Le morti per il caldo sono in aumento, la disuguaglianza nelle cure mediche è sempre più diffusa, parassiti e zecche portatori di malattie si stanno diffondendo sempre più a Nord. Lo rivela un rapporto, chiamato ‘The Lancet Countdown: Health and Climate Change in Europe’, che è stato pubblicato il mese scorso dalla prestigiosa rivista scientifica Lancet. È il secondo studio del genere pubblicato su Lancet, il primo risale al 2022.

In Europa sono in costante aumento le morti per il caldo
In Europa sono in costante aumento le morti per il caldo

L’aumento della mortalità

Secondo il rapporto di Lancet è nel Vecchio Continente le morti per il caldo sono in costante aumento: dal 1990 al 2022 sono salite in media del 9%, nell’Europa meridionale addirittura dell'11%. La ricerca, coordinata da Rachel Lowe, del Supercomputing Center di Barcellona, si è basata sull'analisi di dati della mortalità e sulla revisione di centinaia di studi. I risultati indicano che fra il 2013 e il 2022 i decessi legati al caldo sono stati ogni anno circa 17 in più ogni 100.000 persone rispetto ai nove anni precedenti. Secondo le stime, nell’estate del 2022 il caldo estremo ha provocato provocato oltre 60.000 decessi. Una mortalità mortalità che sembra colpire più le donne rispetto che negli uomini. Howe ha provato a fornire una spiegazione a questo particolare dato: “Un fattore che potrebbe determinare questo divario di genere è quello dell’età avanzata. Le donne tendono a raggiungere un’età avanzata più spesso rispetto agli uomini e le persone anziane sono più vulnerabili al caldo”.

Lo studio, che individua 42 indicatori dell'impatto del cambiamento climatico sulla salute umana, ha dimostrato che, con l'avanzare delle temperature anno dopo anno, è aumentato il numero di ore diurne pericolose per l'attività fisica: le ore rischiose per lo stress da calore si sono estese oltre quelle più calde della giornata rispetto a quelle del periodo 1990-2022, sia per le attività di intensità media, come ciclismo o calcio, sia per quelle di intensità elevata, come rugby o mountain bike.

Parassiti e zecche

Ma il caldo non è la sola insidia per la nostra salute. L’aumento delle temperature favorisce la diffusione di parassiti e insetti che sono vettori di virus e patogeni che un tempo erano diffusi solo a latitudini inferiori. Secondo i ricercatori uno degli agenti patogeni che più sta giovando del cambiamento climatico è il parassita unicellulare Leishmania infantum che viene trasmesso agli esseri umani dal morso delle mosche della sabbia. Il parassita di solito causa ulcere cutanee, che possono essere debilitanti, su tutto il corpo. In casi più gravi ed estremi può provocare febbre, ingrossamento del fegato e della milza e anche essere fatale. I ricercatori hanno stimato che le condizioni più calde e umide in tutta Europa hanno permesso ai moscerini della sabbia e ai parassiti che questi trasportano di diffondersi a nord in nuovi territori. La squadra di ricerca ha anche scoperto che le temperature calde hanno reso l'Europa un habitat adatto alla zecca, Ixodes ricinus. “Il morso delle zecche può trasmettere la malattia di Lyme e l'encefalite da zecche che causano sintomi che vanno dalle malattie simil-influenzali a gravi complicazioni neurologiche e cardiovascolari, con conseguente perdita di lavoro, invalidità a lungo termine e costi sanitari considerevoli”, ha evidenziato Kim van Daalen, che studia i cambiamenti climatici, le malattie e le disuguaglianze di genere presso il Barcelona Supercomputing Center.

La ricerca in aumento

Infine un dato parzialmente positivo: l’aumento del caldo in Europa ha provocato una intensificazione della ricerca su come i cambiamenti climatici tocchino e modifichino la salute degli europei. Lo dimostra il numero di articoli monitorati nel database ad accesso libero OpenAlex. I ricercatori di Lancet hanno contato centinaia di studi su questo argomento. “Non possiamo trattare tutti gli impatti del cambiamento climatico sulla salute in modo isolato”, ha sottolineato Ruth Doherty, una ricercatrice presso l’università di Edimburgo. A lei si è unita Rachel Lowe: “Abbiamo bisogno di una azione drastica da parte dei paesi europei per poter mantenere al sicuro dagli impatti sulla salute dei cambiamenti climatici gli europei e le popolazioni di tutto il mondo”.