Calisto Tanzi (Ansa)
Calisto Tanzi (Ansa)

Parma, 1 gennaio 2022 - E' morto Calisto Tanzi, imprenditore italiano e fondatore di Parmalat, di cui è stato proprietario per 40 anni. Tanzi aveva 83 anni: era ricoverato.  La sua parabola è iniziata proprio con Dietalat (poi diventata Parmalat) e si è conclusa con il crac del 2003, che portò Tanzi in tribunale e, infine, in carcere, insieme ad alcuni dei massimi dirigenti dell'azienda.

Tanzi è stato anche proprietario del Parma Calcio, comprato nei primi anni '90 con una mossa che rispondeva alla politica di rapide acquisizioni. Politica che dal settore del latte in tetrapack si estese altrove: a partire dalla televisione. Sotto la sua gestione il club ducale ha conquistato 3 Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa delle Coppe, due Coppe Uefa e una Supercoppa Europea.

La parabola del Gran Lattaio - di G. Moroni 

L'impero del latte UHT

Tanzi aveva solo 22 anni quando fondò la sua impresa del latte, trasformando la vecchia azienda del nonno a conduzione familiare di prodotti alimentari. Quando fallì Parmalat era una multinazionale con 130 stabilimenti in tutto il mondo. Già nel 1973 il giro d'affari del Gruppo era pari a 20 miliardi di lire, saliti a ben 550 nel 1983.

Tutto partì da un'intuizione: portare in Italia il latte a lunga conservazione che veniva già prodotto nei paesi Scandinavi. Dal latte l'idea si estese ai prodotti caseari e tutto il settore alimentare, dalle merendine allo yogurt. Negli anni Novanta la quotazione in Borsa e poi la raffica di acquisizioni effettuate con un massiccio ricorso al credito e alla vendita di titoli obbligazionari, che poi portarono sul lastrico migliaia di piccoli risparmiatori. 

La tv e il calcio 

Nella galassia dell'imprenditore di Collecchio, legato a doppio filo col mondo della politica e della finanza cattolici, c'erano imprese turistiche (Parmatour), tv (Odeon Tv) e calcio (Parma Calcio). Proprio per le operazioni spregiudicate del suo proprietario, Parmalat, secondo la definizione degli inquirenti, divenne "la più grande fabbrica di debiti della storia del capitalismo europeo".

La bancarotta e il carcere 

Il declino inizia nel 1999 quando Tanzi compra Eurolat dal gruppo Cirio di Sergio Cragnotti per un prezzo esorbitante, oltre 700 miliardi di lire, per consentire a Cragnotti di rientrare dei debiti con la Banca di Roma di Cesare Geronzi. Uno schema che, secondo gli inquirenti, si ripete anche quando nel 2002 Tanzi decide di acquisire le acque minerali da Giuseppe Ciarrapico, anche lui indebitato con Banca di Roma.

Nel 2003 Tanzi convoca al capezzale di Parmalat Enrico Bondi, con lo scopo di risanare il gruppo ma il super-consulente alnza subito le mani: non è possibile pagare il bond di 150 milioni di euro in scadenza di lì a poco.

Il 27 dicembre dello stesso anno Tanzi viene arrestato. Inizia la vicenda giudiziaria: il processo principale, per bancarotta fraudolenta, si conclude nel 2010 con la condanna a 18 anni (sostanzialmente confermata in appello e in Cassazione, salvo lievi sconti di pena).