Il ministro della Salute Roberto Speranza
Il ministro della Salute Roberto Speranza
Nel giorno del Green pass ci sono 3,8 milioni di lavoratori non vaccinati. E, quel che ugualmente rileva, è che nelle ultime settimane e in questa in particolare, secondo i dati della Fondazione Gimbe, non c’è stata, come ci si poteva attendere, nessuna corsa all’immunizzazione. Anzi, per la seconda settimana consecutiva cala il numero di nuovi vaccinati: da 493mila a 378mila, con un drastico meno 23,2 per cento. La "spinta gentile" della certificazione verde, dunque, ha esaurito rapidamente, se l’ha avuta, la sua carica di deterrenza e la sua funzione di stimolo "spintaneo" per la immunizzazione di massa. E, dunque, a questo punto non possiamo non domandarci se la stessa strategia del governo e, principalmente, del ministro Roberto Speranza e dei suoi...

Nel giorno del Green pass ci sono 3,8 milioni di lavoratori non vaccinati. E, quel che ugualmente rileva, è che nelle ultime settimane e in questa in particolare, secondo i dati della Fondazione Gimbe, non c’è stata, come ci si poteva attendere, nessuna corsa all’immunizzazione. Anzi, per la seconda settimana consecutiva cala il numero di nuovi vaccinati: da 493mila a 378mila, con un drastico meno 23,2 per cento. La "spinta gentile" della certificazione verde, dunque, ha esaurito rapidamente, se l’ha avuta, la sua carica di deterrenza e la sua funzione di stimolo "spintaneo" per la immunizzazione di massa. E, dunque, a questo punto non possiamo non domandarci se la stessa strategia del governo e, principalmente, del ministro Roberto Speranza e dei suoi esperti del Cts, si trovi ora in una sorta di vicolo cieco. E ancora: se c’era un’altra via per ottenere lo stesso risultato di immunizzazione senza, però, arrivare a un D-day carico di tensione e comunque gravato da una serie di incognite organizzative e applicative (si pensi solo al nodo tamponi) destinate a pesare anche economicamente, oltre che socialmente, sul Paese. Fino all’interrogativo non secondario su quanto il caos annunciato e le assenze dal lavoro potranno incidere come freno sul Pil nell’ultimo trimestre dell’anno.

Covid Italia: contagi nel bollettino sul Coronavirus del 15 ottobre

A scorrere i dati aggiornati della Fondazione guidata da Nino Cartabellotta, al 13 ottobre il 77,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+402.786 rispetto alla settimana precedente) e il 73,3% ha completato il ciclo vaccinale (+534.900 rispetto alla settimana precedente). Ma nell’ultima settimana scende ancora il numero di somministrazioni e, come accennato, per la seconda volta di seguito si riduce il numero di nuovi vaccinati. Gli incrementi delle vaccinazioni dell’ultimo mese sono modesti e a oggi, per le categorie a maggiore rischio di malattia severa, sono ancora 3,2 milioni (11,8%) gli over 50 che non hanno completato il ciclo vaccinale, di cui 2,48 milioni non hanno ricevuto nemmeno una dose. Se consideriamo nello specifico i lavoratori non vaccinati, la stima della Fondazione Gimbe indica in 3,8 milioni il numero dei non immunizzati tenendo conto del tasso di occupazione in Italia nella fascia 20-64 anni del 62,9%.

Ma la cartina di tornasole di quello che può essere considerato un esperimento di persuasione sociale non riuscito è nel doppio corso delle vaccinazioni e del ricorso ai tamponi nell’ultimo: con la progressiva estensione del Green pass il numero dei tamponi antigenici rapidi è aumentato del 57,7% in un mese. Viceversa, la media mobile a 7 giorni dei nuovi vaccinati, dai quasi 172 mila del 12 agosto è progressivamente calata fino a quota 54 mila il 10 ottobre. "La “spinta gentile” del Green pass – commenta Cartabellotta – ha dunque avuto un’efficacia modesta nel contrastare l’esitazione vaccinale. Considerato che la certificazione verde viene rilasciata a 15 giorni dalla prima dose e vista l’imminente decorrenza dell’obbligo di Green pass per i lavoratori, già da fine settembre doveva essere visibile una netta risalita dei nuovi vaccinati, ma così non è stato".

Esiste, dunque, uno zoccolo duro di lavoratori che non ha voluto vaccinarsi, nonostante l’obbligo del Green pass, e che oggi rappresenta plasticamente il mezzo fallimento di una strategia voluta soprattutto da Speranza basata su divieti e limiti che ha funzionato fino a quando è stata sostenuta dalla paura del virus, ma che è risultata inefficace quando si è scontrata con un’altra paura, quella del vaccino. Solo che ora il governo è davvero davanti a un bivio: o con un salto di qualità controverso e pericoloso passa all’obbligo vaccinale tout court o indietreggia verso soluzioni soft nell’uso del Green pass, fino alla dissolvenza dell’obbligo.