di Matteo Alfieri Si chiamava Denisa Halip. E aveva solo 8 anni. Troppo pochi per morire affogata in una piscina della sua casa dove viveva, insieme ai suoi genitori, solo da qualche settimana. È una tragedia immane quella che si è consumata ieri, nel primo pomeriggio, nel giardino di una casa che si trova nelle campagne della Vallerana, frazione agricola nel cuore della Maremma, al confine tra i comuni di Capalbio e Manciano, in provincia di Grosseto. Denisa, da quello che è stato ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo, insieme ai colleghi della compagnia di Orbetello era nel...

di Matteo Alfieri

Si chiamava Denisa Halip. E aveva solo 8 anni. Troppo pochi per morire affogata in una piscina della sua casa dove viveva, insieme ai suoi genitori, solo da qualche settimana. È una tragedia immane quella che si è consumata ieri, nel primo pomeriggio, nel giardino di una casa che si trova nelle campagne della Vallerana, frazione agricola nel cuore della Maremma, al confine tra i comuni di Capalbio e Manciano, in provincia di Grosseto. Denisa, da quello che è stato ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo, insieme ai colleghi della compagnia di Orbetello era nel giardino della villetta dove i suoi genitori si erano trasferiti proprio qualche giorno dopo Natale. Originari della Romania, suo padre da anni vive in Maremma. È un operaio agricolo, molto ben inserito, che lavora in un’azienda poco distante. Dopo circa dieci anni da solo in Italia aveva deciso di voltare pagina e proprio durante il Natale aveva raggiunto moglie e figlioletta in Romania. Approfittando di quell’appartamento che gli era stato messo a disposizione per amicizia, aveva deciso di trasferire tutta la famiglia proprio nel cuore della frazione che ospita soltanto qualche podere, in attesa magari di trovare un’altra sistemazione. La bimba, dopo aver mangiato, stava giocando nel giardino con una piccola bicicletta. Le prime pedalate "innocenti", purtroppo le ultime. Era sola, perché la mamma si trovava in casa, e Denisa non si è accorta del pericolo che stava correndo. Proprio dietro una serie di cespugli infatti c’è una piccola piscina, che i proprietari avevano costruito per rendere quella casa ancora più accogliente, di circa due metri di altezza.

La bimba non l’ha vista è ci è precipitata mentre era in sella alla sua bicicletta. La poca acqua rimasta è stata sufficiente per farla affogare. La piccola ha urlato, subito dopo essere caduta e la mamma si è precipitata, ma quando è arrivata Denisa aveva già perso conoscenza. Immediati i soccorsi che si sono precipitati nel giardino: i medici del 118 e quelli arrivati con le ambulanze della Misericordia, dai vicini paesi di Manciano e Capalbio, hanno provato disperatamente a rianimare quel piccolo cuoricino che si era fermato. Ma non c’è stato nulla da fare: la bimba era morta affogata.

Il pm Giovanni De Marco ha disposto il sequestro della piscina e dell’abitazione e nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia sul corpo della piccola Denisa. I carabinieri hanno anche in programma altri sopralluoghi e accertamenti dovuti per non lasciare nulla al caso e per escludere la morte violenta, anche se quello che è successo, ad oggi, rimane solo un tragico incidente. Un fatto che ha scosso la piccola comunità capalbiese, provata in questo ultimo mese da altre due tragedie inattese, quali il femminicidio a coltellate di una ragazza e la morte del sindaco avvenuta neppure una settimana fa. "Questa tragedia ci ha sconvolto – ha detto Giuseppe Ranieri, vicesindaco di Capalbio –. Siamo a disposizione della famiglia e saremo al loro fianco insieme a tutta la comunità".