Ma posso restare in sala d’attesa, se accompagno qualcuno in pronto soccorso? "No". Ah, no? Ma posso girare tra i corridoi del supermarket per approfittare qualche minuto dell’aria condizionata? "No". Ah, no? I divieti e le raccomandazioni della Fase 3 ancora in vigore, se non fossero drammaticamente scritti nero su bianco in documenti ufficiali, sarebbero degni di apparire in uno dei tanti meme...

Ma posso restare in sala d’attesa, se accompagno qualcuno in pronto soccorso? "No". Ah, no? Ma posso girare tra i corridoi del supermarket per approfittare qualche minuto dell’aria condizionata? "No". Ah, no? I divieti e le raccomandazioni della Fase 3 ancora in vigore, se non fossero drammaticamente scritti nero su bianco in documenti ufficiali, sarebbero degni di apparire in uno dei tanti meme Salvini-Floris, che spopolano sui social. Il bestiario di quello che ignoriamo di non poter fare è praticamente sterminato. Secondo le regole, infatti, non si potrebbe restare negli esercizi commerciali più del tempo necessario per effettuare gli acquisti. L’occhiuta sorveglianza, in parole povere, dovrebbe allontanare chi bighellona, magari per godersi un po’ di fresco artificiale.

Nei bar e nei ristoranti, invece, dovrebbero essere indicati – secondo le linee guida dell’Istituto superiore di Sanità – dei percorsi obbligati per raggiungere i tavoli. Qualcuno li ha mai visti? I ristoratori, inoltre, dovrebbero allontanare tutti i clienti che indossano una mascherina con la valvola, visto "per il loro specifico principio costruttore" questi dispositivi non forniscono "una barriera all’espirazione" e non proteggono in casi di "situazioni a rischio".

Il menù nel suo classico look? Scordatevelo. La lista dei piatti dovrebbe essere stampata su foglietti monouso, affissa su cartelloni in sala o, per i tecno-buongustai, consultabile tramite una app. I buffet? Vietatissimi. Il tagliere con salumi e formaggi? Vade retro. "Bisogna incoraggiare – così detterebbero le regole – l’utilizzo delle monoporzioni".

Anche sale, pepe, olio e aceto sono finiti sotto la lente: se non si possono sanificare i contenitori tra un cliente e l’altro, meglio usare le bustine. E il distanziamento interpersonale vale anche per i cappotti: se lasciati nel guardaroba, devono essere sistemati sull’appendiabiti in modo che non si tocchino tra loro. Per fortuna il caldo africano ha dispensato i ristoratori da questo obbligo. Ah, no?