Ministro Marco Bussetti (Ansa)
Ministro Marco Bussetti (Ansa)

Milano, 22 marzo 2019 - "Hanno affrontato una situazione drammatica con una straordinaria lucidità, mantenendo sangue freddo. Meritano il nostro rispetto e la nostra ammirazione". Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione ed ex provveditore di Milano, questa mattina sarà a Crema per incontrare i 51 alunni della scuola media Vailati.

La prima parola che dirà a questi ragazzi?

"Dirò che sono dei piccoli eroi. Sono rimasto molto colpito dalla loro capacità di reazione, dal coraggio che hanno dimostrato. Voglio portare la mia personale vicinanza a questi studenti, alle loro famiglie, ai docenti e a tutta la comunità scolastica".

Ha detto che il ministero metterà a loro supporto tutti gli strumenti: che tipo di aiuti e di protocolli pensa di attivare? E come supportare anche i docenti?

"Ci siamo mossi da subito: a poche ore da quell’agghiacciante episodio abbiamo attivato la task force del Miur sulle emergenze educative. È sul posto da due giorni, pronta a dare sostegno sia ai ragazzi coinvolti nella vicenda, che alle famiglie e al personale scolastico. A quest’ultimo va un particolare ringraziamento: sul bus erano presenti insegnanti che hanno fatto tutto il possibile per tutelare gli studenti anche in quella situazione inquietante".

Resta caldo il tema sicurezza nei trasporti: tutti si domandando come sia possibile che un autista con precedenti possa guidare il pullman di una scolaresca. Com’è possibile intervenire? Ci sarà un piano straordinario di controlli?

"Dobbiamo garantire la sicurezza assoluta degli studenti. È inammissibile che un autista di scuolabus abbia avuto problemi di alcol o addirittura sia stato condannato per molestie sessuali. Vogliamo che sia fatta la massima chiarezza. Chi è a contatto con i ragazzi deve avere tutti i requisiti necessari. Il ministro Salvini è stato perentorio: va chiesto a chi lavora nell’ambito dei servizi al pubblico il certificato penale obbligatorio. Non posso che essere d’accordo con questa sua posizione".

Questa volta l’uso dei cellulari fra i ragazzini è stato fondamentale, ha evitato una strage.

"L’ho sempre detto: la tecnologia non va demonizzata. In questo caso si è rivelata molto utile. Se usata in maniera opportuna, può essere una valida alleata della didattica anche a scuola. Ma non entrerei in questo caso nell’annoso dibattito ‘telefonino sì, telefonino no’. In questa circostanza ciò che ha fatto la differenza è stata la prontezza degli studenti, la loro capacità di attivare i soccorsi, di non perdersi d’animo e reagire. Sono stati straordinari".

Cittadinanza italiana a Ramy, il ragazzino eroe di origine nordafricana che è riuscito a salvare i compagni, lanciando l’allarme dal bus sequestrato. Il Viminale si dice pronta a concederla, che ne pensa?

"So che si sta cercando di procedere rapidamente in questo senso. Penso sia giusto. Ad ogni modo, questa esperienza ha dimostrato che la scuola è un luogo di relazioni forti, dove si fa comunità: i ragazzi hanno giocato di squadra e per questo si sono salvati. Dobbiamo davvero essere orgogliosi di loro".