Amanda Knox, 34 anni, è stata assolta definitivamente per il delitto di Meredith
Amanda Knox, 34 anni, è stata assolta definitivamente per il delitto di Meredith
Amanda Knox torna a far parlare di sé con una macabra ironia sui social a proposito del delitto di Perugia, che l’ha vista protagonista della cronaca nera italiana per molti anni. L’ex studentessa americana è stata accusata di aver partecipato al delitto di Meredith Kercher, studentessa inglese accoltellata...

Amanda Knox torna a far parlare di sé con una macabra ironia sui social a proposito del delitto di Perugia, che l’ha vista protagonista della cronaca nera italiana per molti anni. L’ex studentessa americana è stata accusata di aver partecipato al delitto di Meredith Kercher, studentessa inglese accoltellata all’interno del suo appartamento nel capoluogo umbro nel 2007. Amanda Knox ha passato quattro anni in carcere in Italia prima di essere assolta definitivamente dalla corte di Cassazione nel 2015.

L’ultima polemica, lanciata attraverso il profilo social, che l’ha vista protagonista nasce da un semplice gioco in voga di recente su Twitter: "Racconta una storia horror in cinque parole". Il tweet, proveniente da un account in lingua inglese, è stato notato da Amanda Knox, che non si è tirata indietro e ha commentato: "Indimenticabile studio all’estero in Italia". Tanti utenti non hanno apprezzato questo tweet dell’americana, considerato piuttosto fuori luogo e di scarso rispettoso verso la tragedia di Meredith Kercher, che ancora non avuto giustizia perché l’unico condannato in via definitiva per concorso in omicidio è stato Rudy Guede. La Knox, nella bufera, ha ribattuto: "Il danno alla mia reputazione, che ancora mi porto dietro a causa di una condanna ingiusta, è incalcolabile, ma eccone un assaggio. Ho fatto una battuta su quella volta in cui sono stata orribilmente rinchiusa in una prigione per 4 anni per un omicidio con cui non avevo niente a che fare e ricevo queste risposte. Queste persone pensano o che io sia un’assassina o che io non abbia il diritto di ridere del mio trauma".