Il panettiere Makram Akrout, 42 anni, è arrivato a Parigi dalla Tunisia 23 anni fa
Il panettiere Makram Akrout, 42 anni, è arrivato a Parigi dalla Tunisia 23 anni fa
di Giovanni Serafini Troppo bello per essere vero. All’inizio sembrava una storia d’integrazione riuscita, un trionfo del buonismo nella Francia antirazzista e antixenofoba. Ma poi sono arrivati i social, gli attacchi in rete, le insinuazioni, le pugnalate virtuali e le prese in giro di Macron che in tutto questo non c’entra niente. Lui, il protagonista, si chiama Makram Akrout, ha 42 anni, fa il fornaio. Ha lasciato la Tunisia natale a 23 anni e come tanti altri sans-papiers è arrivato in Francia in cerca di fortuna. Ha lavorato duro e alla fine è riuscito ad...

di Giovanni Serafini

Troppo bello per essere vero. All’inizio sembrava una storia d’integrazione riuscita, un trionfo del buonismo nella Francia antirazzista e antixenofoba. Ma poi sono arrivati i social, gli attacchi in rete, le insinuazioni, le pugnalate virtuali e le prese in giro di Macron che in tutto questo non c’entra niente. Lui, il protagonista, si chiama Makram Akrout, ha 42 anni, fa il fornaio. Ha lasciato la Tunisia natale a 23 anni e come tanti altri sans-papiers è arrivato in Francia in cerca di fortuna. Ha lavorato duro e alla fine è riuscito ad aprire una panetteria a Parigi in boulevard de Reuilly, a due passi dalla Bastiglia. Venerdì scorso la consacrazione: una giuria di 12 esperti gli ha attribuito il Grand Prix de la Baguette, concorso che ogni anno premia il miglior fornaio della capitale. Makram, come altri 173 concorrenti, aveva consegnato al presidente della Confederazione Nazionale Panettieri il suo sacco di baguettes croccanti e rispettose della tradizione: fra i 264 e i 314 grammi di peso, fra i 55 e i 70 centimetri di lunghezza. Gli esperti hanno guardato, soppesato, annusato e assaggiato i pani di tutti e alla fine hanno deciso che la palma della vittoria spettava a lui, il tunisino. "È una bella storia, siamo felici di premiare quest’emigrato pieno di talento e buona volontà", ha commentato il presidente della giuria Dominique Anract. "Sono fiero di questo riconoscimento", ha risposto Makram posando per i fotografi davanti alla sua boutique. La consegna del premio, un assegno di 4mila euro e la nomina a fornitore ufficiale dell’Eliseo per un anno, era prevista per oggi a Notre-Dame, presente il sindaco Anne Hidalgo. Ma il super panettiere quasi sicuramente non ci sarà: colpa della tempesta scatenata dai social.

È successo che alcuni internauti d’estrema destra, schifati all’idea che si preferisse un tunisino a tanti fornai francesi doc, sono andati a frugare su Facebook e Twitter. E hanno trovato sulle pagine di Makram messaggi sconcertanti. In uno si afferma che "la Francia incoraggia la decadenza del nostro Paese per proteggere i suoi interessi colonialistici e ci spinge ad allontanarci dalla religione e dai valori dell’Islam". In un altro che "noi abbiamo pianto per Charlie Hebdo e Notre-Dame, ma quei cani dei francesi non piangono quando si deride il maestro della creazione Allah". Stupore, scandalo, imbarazzo generale. Makram prima ha dichiarato che il suo profilo Facebook era stato piratato, poi lo ha negato. La sua pagina Facebook è stata chiusa in fretta e furia, non si sa da chi. È un islamista? Si sta indagando. Intanto commenti e veleni corrono in rete: "Traditore, bisogna cacciarlo a colpi di baguette", "Prendiamo i bazooka", "Magari ha anche sputato nella farina", "Uno psicopatico che simpatizza per i terroristi". E: "Tutta colpa di Macron se certa gente si annida nel nostro Paese".