Eva Desiderio Classe zero, stile sotto zero. Non bastano un paio di scarpe rosse col tacco per farsi paladina tra le donne nel giorno che stancamente ne santifica la festa, alfiera di un riscatto e di una liberazione da ogni violenza che appare sempre più lontana. Quelle scarpe rosse...

Eva

Desiderio

Classe zero, stile sotto zero. Non bastano un paio di scarpe rosse col tacco per farsi paladina tra le donne nel giorno che stancamente ne santifica la festa, alfiera di un riscatto e di una liberazione da ogni violenza che appare sempre più lontana. Quelle scarpe rosse "arrampicate" sulla scrivania del Ministero delle Politiche Giovanili, con la bandiera italiana e quella europea in bella vista nell’ufficio della titolare voluta dal premier Mario Draghi e insediata da neanche un mese, quella stessa ministra Fabiana Dadone come sdraiata in grande relax e intenta a messaggiare sull’i-phone, non hanno dato lunedì una bella e sana immagine delle istituzioni, specie quelle in mano alle donne.

Non è solo una questione di forma, la sostanza e la buona educazione hanno ancora qualche valore. E non basta fare la progressista e la ribelle governativa coi jeans skinny e la t-shirt dei Nirvana per conquistare consensi, specie tra le donne in maggioranza disoccupate e poi verso quei giovani che magari non sanno nemmeno che c’è questa Ministra tutta per loro. Un atteggiamento inutilmente sfrontato. Per una che è deputata pentastellata dal 2013 e ha fatto già la ministra nel Conte II. Solo nei vecchi film americani il boss mette i piedi sulla scrivania! Si aggiorni dottoressa Dadone, quei modi non sono più di moda, e pensi che sul suo nome c’è una voce nella Treccani e come ministro sta oggi partecipando, educatamente, al rilancio dell’Italia nel governo dell’impeccabile Super Mario.