Altofonte (Palermo), 1 giugno 2021 - "Rispettiamo le leggi e le sentenze dello Stato. Ma Giovanni Brusca non potrò mai perdonarlo. Mi ha ucciso il figlio che conosceva bene e con cui ha giocato a casa. Nel mio cuore come posso perdonarlo?". Lo dice la madre del piccolo Giuseppe Di Matteo, Franca Castellese, attraverso il suo avvocato Monica Genovese che spiega anche i motivi del mancato perdono del boss che sciolse nell'acido il figlio adolescente. "Non c'è mai stata una forma di pentimento pubblico per quello che ha fatto. Durante i processi Brusca non ha mai chiesto scusa alla famiglia per un delitto - sottolinea l'avvocato - che non è solo un omicidio di mafia ma un crimine orrendo".

Di più non vuole dire mamma Franca il giorno dopo la scarcerazione dell'ex boss mafioso, fedelissimo del capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, e responsabile di uno dei delitti più efferati della mafia. L'uccisione del piccolo Giuseppe che, rapito a 12 anni il 23 novembre 1993 e dopo 779 giorni di prigionia, è stato prima strangolato e poi sciolto nell'acido come ritorsione contro il padre Santino Di Matteo che aveva deciso di collaborare con la giustizia. Oltre 40 mafiosi sono stati condannati per questo orribile omicidio, tra i quali l'ex boss Giovanni Brusca, che strangolò con le sue mani il bambino che aveva visto crescere.