Renato Brunetta (nella foto), anche in vista del Patto coi sindacati da firmare oggi a Palazzo Chigi alla presenza del premier Mario Draghi, anticipa in Parlamento che il Recovery Plan sarà accompagnato da un decretone per garantire la sua attuazione. E che, dentro il provvedimento, sarà contenuto un "nuovo alfabeto per la Pubblica amministrazione: Accesso, Buona amministrazione, Capitale umano, Digitalizzazione". Ma, intanto, da fonti del governo...

Renato Brunetta (nella foto), anche in vista del Patto coi sindacati da firmare oggi a Palazzo Chigi alla presenza del premier Mario Draghi, anticipa in Parlamento che il Recovery Plan sarà accompagnato da un decretone per garantire la sua attuazione. E che, dentro il provvedimento, sarà contenuto un "nuovo alfabeto per la Pubblica amministrazione: Accesso, Buona amministrazione, Capitale umano, Digitalizzazione".

Ma, intanto, da fonti del governo si fa sapere che slitterà alla prossima settimana il Decreto Sostegni: serviranno ancora simulazioni, approfondimenti e un momento di confronto nella maxi-maggioranza per mettere a punto il nuovo sistema dei sostegni e stabilire come spendere i 32 miliardi di extra-deficit già autorizzati dal Parlamento.

Tra Lega e Forza Italia, da un lato, e Pd, dall’altro, non mancano i contrasti sia sulle modalità di calcolo degli indennizzi (tutto il 2020 sul 2019 o solo due mesi) per le imprese sia sul perimetro della sanatoria fiscale per le cartelle vecchie fino al 2015 (fino a 5mila o a 30mila euro). Certo è che il provvedimento potrebbe mettere nero su bianco anche il nuovo rinvio, annunciato dal Mef, per la digital tax che andrà versata entro il 16 maggio, mentre la dichiarazione andrà fatta entro il 30 giugno.

Ma torniamo agli statali. Brunetta parla, anche in relazione al Piano italiano sul Recovery, della necessità "cambiare subito il sistema di accesso e di reclutamento, nei prossimi due-tre mesi". E di favorire il ricambio generazionale, in una macchina dove l’età media dei dipendenti pubblici è di 50,7 anni. Dunque spazio ai giovani e ai concorsi, frenati nell’ultimo anno dalla pandemia. Per svolgere quelli già banditi, "l’idea che sto perfezionando assieme ai colleghi di governo è individuare luoghi pubblici istituzionali, università, sedi fieristiche, aree dotate di strutture e piattaforme tecnologiche, dove ospitare un numero più ampio di candidati per fare dei concorsi online, senza carta e penne, in sicurezza e in una dimensione più ampia. Stiamo facendo verifiche con i sindaci per questa soluzione che potrebbe partire nell’arco di qualche settimana". L’obiettivo, insiste, "è far entrare tanti giovani bravi e di qualità. Deve essere un cambio di fase, di paradigma, un cambio delle regole".

Claudia Marin