Brigitte Bardot
Brigitte Bardot

Trento, 11 dicembre 2020 - Dalla parte degli orsi. Brigitte Bardot, icona del cinema francese anni Sessanta e pasionaria animalista, scrive al presidente del Trentino, Maurizio Fugatti e gli ordina: si comporti da essere umano, liberi Papillon e gli altri, altrimenti scatenerò uno scandalo mondiale. La risposta non si fa attendere: venga a trovarci.  Insomma il tono usato nella replica è diplomatico. "Brigitte Bardot ama gli orsi? - scrive Fugatti -. Bene, la invitiamo a venirci a trovare in Trentino: qui ne abbiamo tanti... Anche noi amiamo la natura e gli animali, tanto che il nostro territorio è un esempio internazionale da questo punto di vista. Non dimentichiamo tuttavia che gli orsi problematici annoverano ormai molte vittime tra gli animali che rappresentano il sostentamento dell'agricoltura e della zootecnia di montagna. È proprio la logica di un migliore equilibrio che noi stiamo difendendo, consapevoli delle fatiche di chi ancora oggi cerca di resistere in montagna, presidiando e mantenendo vivo il territorio. Una fatica oggettivamente reale e concreta". Poi, la stoccata finale: tutto questo è "ben lontano dalla finzione cinematografica".

Il botta e risposta avviene mentre il Consiglio di Stato  ha appena "liberato" JJ4, mamma di tre cuccioli. Soddisfatto il WWF che ricorda: "L'orsa è ancora viva solamente perché il giudice amministrativo aveva annullato, su ricorso nostro e di  altre associazioni, l’ordinanza del presidente della provincia di Trento che a luglio ne aveva disposto l’uccisione".  A dare battaglia anche  Leal, la Lega antivivisezionista lombarda. "Solo con la diffusione capillare di metodi di prevenzione dei danni, non semplici ma efficaci se correttamente impiegati, insieme a campagne di informazione e sensibilizzazione al rispetto di semplici ma importanti regole di comportamento che prevengano situazioni di rischio per entrambe le specie, potremo raggiungere una sana e pacifica convivenza tra uomo e orso in Trentino e, in futuro, sull’intero territorio alpino", è certo il WWF.

 

Orso in Trentino

Nella lettera a Fugatti, Bardot si dice "choccata e scandalizzata,  che gli orsi che sono stati catturati in Slovenia per essere reintrodotti in Italia nell'ambito di un progetto Life Ursus Project finanziato da fondi europei estremamente elevati, vivono ormai rinchiusi in un bunker elettrificato".  Poi c'è spazio per una dichiarazione d'amore al nostro Paese. "Sono cresciuta a Milano, ho parlato l'italiano prima ancora di parlare francese, per me l'Italia è come una seconda patria. Non sopporto che questo paese fatto di gioia di vivere, di libertà, di convivialità, in cui regna l'amore, possa comportarsi in modo così barbaro nei confronti di animali considerati come jihadisti e rinchiusi in bunker della vergogna, con tanto di matricole degne di un Gulag". Infine, l'invito: "Signor presidente, si comporti come un essere umano. Restituisca la libertà a questi orsi che non meritano - Santo cielo, assolutamente no -  la severa punizione così ingiusta che viene loro fatta subire. Altrimenti farò uno scandalo mondiale e le giuro che non la risparmierò.  Che questi poveri DJ3, M57 e M49 detto Papillon ritrovino  la libertà che non avrebbero mai dovuto perdere. E lasciate in pace la femmina JJ4. Questa indegna persecuzione deve cessare immediatamente. Se non è capace di gestire la reintroduzione degli orsi, allora li riporti in Slovenia dove sono stati catturati a forza. Tutta questa operazione è un completo fallimento che non deve trasformarsi in genocidio. Sarà lei ora a fare la prossima mossa. Ma la mia reazione sarà implacabile".



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