Giovanni Serafini E così Alain Delon, uomo di destra simpatizzante di Le Pen, ha fatto vincere a Marsiglia la candidata della gauche Michèle Rubirola. L’incoerenza politica è diffusa in questi tempi. Delon, che in ’Borsalino’ interpretava guarda caso il ruolo di un bandito marsigliese, è da tempo una...

Giovanni

Serafini

E così Alain Delon, uomo di destra simpatizzante di Le Pen, ha fatto vincere a Marsiglia la candidata della gauche Michèle Rubirola. L’incoerenza politica è diffusa in questi tempi. Delon, che in ’Borsalino’ interpretava guarda caso il ruolo di un bandito marsigliese, è da tempo una contraddizione vivente: vuole smettere col cinema ma è sempre sul set, annuncia il suicidio ma non passa all’atto, dice di non voler pagare le tasse in Francia (è residente in Svizzera) per far rabbia alla sinistra, ma non fa marcia indietro quando al potere c’è la destra… Non è l’unico esempio d’incoerenza. Il rigore, la dirittura morale sembrano ormai strumenti arrugginiti.

"La coerenza è l’ultimo rifugio di chi non ha immaginazione", diceva Oscar Wilde. "Mi sono rimangiato molte volte la parola, e non sono mai morto d’indigestione", ironizzava Churchill. La coerenza politica diventa addirittura sinonimo di debolezza in un paese in cui il protestante Enrico IV conquistò il trono convertendosi di colpo al cattolicesimo ("Parigi val bene una messa"). Il presidente francese Macron non è "né di destra né di sinistra". Ha appena nominato un premier di destra che ha un capo di gabinetto di sinistra. Dov’è la logica? Quanti i parlamentari che, in qualsiasi regione del pianeta, hanno cambiato casacca? Il bello è che nel 2000 Giovanni Paolo II nominò "patrono dei politici" il martire inglese Tommaso Moro, uomo tutto d’un pezzo: non avallò il matrimonio di Enrico VIII con Anna Bolena, e gli tagliarono la testa. In questo caso il Papa non scelse il patrono giusto.