Angelina Jolie e Brad Pitt
Angelina Jolie e Brad Pitt
CORRENS (Francia) - Hanno un sapore amaro le bollicine del Muse de Miraval, il rosato prodotto nello Chateau in Provenza che Angelina Jolie e Brad Pitt posseggono, ognuno il 50 per cento, da dieci anni e per il quale è iniziata l’ennesima lite giudiziaria della ex coppia più amata e invidiata del mondo. Le procedure di divorzio, ottenuto nel 2019, sono ancora lunghe e complesse su molti temi, e soprattutto drammatiche sull’affidamento dei sei figli, ottenuto per cinque di loro in modo congiunto da Pitt, ma solo temporaneamente. Il maggiore, Maddox, che ha 19 anni ed è stato adottato, ha infatti accusato il padre di...

CORRENS (Francia) - Hanno un sapore amaro le bollicine del Muse de Miraval, il rosato prodotto nello Chateau in Provenza che Angelina Jolie e Brad Pitt posseggono, ognuno il 50 per cento, da dieci anni e per il quale è iniziata l’ennesima lite giudiziaria della ex coppia più amata e invidiata del mondo. Le procedure di divorzio, ottenuto nel 2019, sono ancora lunghe e complesse su molti temi, e soprattutto drammatiche sull’affidamento dei sei figli, ottenuto per cinque di loro in modo congiunto da Pitt, ma solo temporaneamente. Il maggiore, Maddox, che ha 19 anni ed è stato adottato, ha infatti accusato il padre di violenza domestica.

L’azienda per il momento non aveva dato problemi, anzi: lo scorso anno i due erano tornati assieme in Provenza per la lanciare la linea Fleur, l’unica destinata solo a champagne rosé. Ma ora Angelina vuole disfarsi della sua metà, posseduta attraverso una società con sede legale in Lussemburgo, la Nouvel Llc, perché "non ha più alcun senso essere in affari con lui dopo quello che è accaduto". Ma per farlo ha bisogno dell’approvazione dell’ex marito, proprietario dell’altro 50 per cento dello Chateau de Miraval attraverso la Mondo Bongo Llc. Senza una sua firma, la Jolie non può fare nulla, e sembra che Brad sia recalcitrante in questo: esiste un provvedimento in sede di causa di divorzio che dispone un ordine restrittivo temporaneo su tutti i beni della coppia. Cioè gli stessi sono bloccati fino alla fine di tutta la vertenza. La Jolie – ma Pitt non l’ascolta – ha fatto domanda a un giudice di Los Angeles affinché questa limitazione possa essere sospesa per il tempo della firma. Se non ci saranno aperture da parte dell’attore, i due si troveranno di fronte in tribunale il 22 settembre. Angelina sostiene che "non vuole più essere il socio in affari riluttante e ignorato".

Dietro la mossa dell’attrice e testimonial Onu c’è un imprenditore che ha dato la sua disponibilità a rilevare la quota, ma ha chiesto che si faccia alla svelta, e questo l’avvocato della Nouvel lo ha chiaramente scitto al giudice: "Il tempo è essenziale perché l’acquirente ha comunicato che qualsiasi ritardo potrebbe comportare il suo ritiro dall’affare". In una udienza preliminare a giugno, che Angelina aveva chiesto "per emergenza", il giudice non aveva preso provvedimenti perché lei "non era riuscita a mostrare pericolo immediatodanno irreparabile o perditadanno immediati alla proprietà". Il valore dell’affare è valutato almeno 20 milioni di euro, la metà di quanto i Brangelina hanno pagato nel 2011, anche se l’azienda nel frattempo, grazie anche al cambio dei vinificatori, ha acquisito maggior valore. Prova ne sia che una bottiglia del Muse de Miraval andata all’asta per beneficenza è stata venduta a 2.600 euro. Sul mercato viene proposta solo la confezione magnum (un litro e mezzo) fra i 255 e i 265 euro secondo l’annata. La produzione dello Chateau nel comune di Correns, nell’alto Var, è puntata soprattutto sui vini rosati, mercato in espansione sia in Europa sia in America. Quando i Brangelina acquistarono i vitigni si affidarono per la loro lavorazione alla famiglia Perrin, che già possedeva tenute in zona.