di Alessandro Farruggia Il generale Francesco Paolo Figliuolo l’altroieri ha gelato gli entusiasmi. Ma le Regioni ne discuteranno tra di loro e oggi stesso porranno formalmente la questione, anche se non è all’ordine del giorno, al tavolo della Conferenza Stato-Regioni: se e come vaccinare i turisti che richiedessero di fare la seconda dose in vacanza. Alcune vanno a passo di carica: il Veneto, la Liguria, il Piemonte. E anche la Lombardia è favorevole. "Per noi il turista è sacro, se deve fare la seconda dose è giusto che gliela facciamo e gli diamo un certificato da registrare presso la sua Asl di residenza: non credo che sarà un assalto alla diligenza, ma...

di Alessandro Farruggia

Il generale Francesco Paolo Figliuolo l’altroieri ha gelato gli entusiasmi. Ma le Regioni ne discuteranno tra di loro e oggi stesso porranno formalmente la questione, anche se non è all’ordine del giorno, al tavolo della Conferenza Stato-Regioni: se e come vaccinare i turisti che richiedessero di fare la seconda dose in vacanza. Alcune vanno a passo di carica: il Veneto, la Liguria, il Piemonte. E anche la Lombardia è favorevole. "Per noi il turista è sacro, se deve fare la seconda dose è giusto che gliela facciamo e gli diamo un certificato da registrare presso la sua Asl di residenza: non credo che sarà un assalto alla diligenza, ma un servizio per chi ne ha bisogno, e per questo dico che vogliamo esserci" afferma il governatore veneto Luca Zaia. Il governatore ligure Giovanni Toti ha annunciato che sabato vedrà il collega piemontese Cirio per trovare una soluzione condivisa. "Stiamo definendo un accordo di reciprocità tra Piemonte e Liguria – conferma Cirio – che prevede di fare il vaccino a chi viene in vacanza dalla Liguria in Piemonte e chi va dal Piemonte alla Liguria nel periodo estivo e si ferma almeno una settimana".

Il governo per ora prende tempo ma l’orientamento sarebbe contrario. Dalla struttura commissariale non commentano, ma a mezza voce osservano che quella del generale Figliuolo non è una chiusura totale, ideologica, ma pratica e che se le Regioni hanno delle proposte concrete, le potranno avanzare. Ma l’ipotesi è vista come di difficile realizzazione. Il presidente della Conferenza delle Regioni, il friulano Massimiliano Fedriga è, non a caso, cauto: "Faremo ogni sforzo, ma dipende dai numeri e dalle dosi a disposizione. È dura. Si può ipotizzare di organizzare il richiamo per chi lavora lontano da casa e in estate torna alla sua residenza, ma per chi va una o due settimane in vacanza penso sia molto difficile". Prudente anche il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, al quale l’dea pure non dispiacerebbe. "Sulla questione dei turisti da vaccinare in vacanza – osserva – è in corso un confronto col Governo ed attendiamo di capire in che direzione andrà e credo in pochi giorni lo si saprà". "Il tema vero – sottolinea – è quello del numero di dosi che viene messo a disposizione. Oggi vengono distribuite in base percentuale sulla popolazione residente ed è evidente che se devi vaccinare, come potrebbe essere possibile, un numero di persone in vacanza in Italia, devi avere la certezza delle dosi disponibili". Nonostante quattro sindaci del Riminese abbiano chiesto a Bonaccini di vaccinare i turisti, il governatore vuole avere la ragionevole prospettiva di contare sulle dosi necessarie.

Così anche il Lazio. "Siamo disponibili a vaccinare i turisti – osserva l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato –, ma dateci altre dosi. Il Lazio ha già somministrato il vaccino a 63mila non residenti e non c’è stato nessun riequilibrio. Cosi non può funzionare". L’Emilia Romagna è però pronta a vaccinare i propri residenti che andranno in vacanza in regione. "Abbiamo dato la nostra disponibilità a vaccinare i cittadini dell’Emilia-Romagna che vanno in vacanza in Riviera o in Appennino – osserva l’assessore alla Sanità Raffaele Donini –, perchè nessuno deve perdere la propria seconda dose in quanto va in villeggiatura". E altre Regioni potrebbero seguire l’esempio.