Il premier Conte a Foggia (Ansa)
Il premier Conte a Foggia (Ansa)

Foggia, 7 agosto 2018 - All'indomani della tragedia di Foggia che ha visto 12 braccianti agricoli morti nell'incidente stradale avvenuto ieri sulla statale 16, nei pressi di Lesina, si indaga anche per verificare se i braccianti, tutti immigrati, fossero nelle mani dei caporali. Lo rende noto all'ANSA il procuratore della Repubblica di Foggia Ludovico Vaccaro che coordina le indagini avviate in riferimento agli incidenti stradali che hanno provocato nel Foggiano, in poco più di 48 ore, la morte di 16 braccianti agricoli immigrati.

"Sono state avviate due distinte indagini - ha precisato Vaccaro - una riguarda l'incidente stradale, per capire la dinamica e tutto ciò che può averlo causato, anche se c'è da dire che in entrambi i casi sono morti i due autisti dei pullmini sui quali erano stipati i poveri migranti. L'altra indagine è stata avviata sul caporalato". "Stiamo cercando di individuare - aggiunge il procuratore - le aziende in cui hanno lavorato gli immigrati per verificare anche le eventuali condizioni disumane in cui lavoravano. Si stanno verificando gli orari, per vedere da che ora a che ora hanno lavorato, capire se c'è stato sfruttamento ed intermediazione".

Il magistrato spiega anche di essere dovuto intervenire personalmente per trovare un posto in ospedale per le salme. "Non è possibile assistere ad uno scempio del genere, sulla pelle di povere persone".

CONTE - "La bussola di questo governo - anche nell'approccio che abbiamo avuto nei confronti dell'immigrazione - è quella di garantire la dignità della vita e la dignità del lavoro - scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte, spiegando le ragioni della sua visita a Foggia -. Per quanto riguarda il fenomeno del caporalato dobbiamo rafforzare gli strumenti di controllo e prevenzione e introdurre misure di sostegno al lavoro agricolo di qualità".

Conte a Foggia ricorda i due incidenti, quello di sabato scorso e quello di ieri. Sono qui, spiega il premier, per "approfondire" questi episodi che "non possono essere considerati fatti occasionali: qui - ha rilevato - c'è qualcosa di più". Il presidente del Consiglio sottolinea che c'è una "legge da cui partiamo, la 199 del 2016", per il contrasto al caporalato. "E dobbiamo capire - aggiunge - perché quella legge non ha prodotto gli effetti sperati. Quindi si tratta di integrarla appieno".  Quindi conclude: "Dietro queste morti non c'è dignità, c'era un lavoro sfruttato e non c'era dignità. Dobbiamo fare in modo che questo non accada".

LEZZI: LA LEGGE NON VA ABOLITA - Sulla stessa linea di Conte, in precedenza, si era espressa il ministro per il Sud, Barbara Lezzi. "La legge sul caporalato - che fu fatta dal precedente governo - va confermata, non va assolutamente abolita, ma vanno rafforzati i controlli, va rafforzata tutta la squadra dell'ispettorato del lavoro. È vero che manca personale, ma molto spesso ritengo non vi siano controlli efficaci e bisognerà dare responsabilità a chi ricopre determinati ruoli: ne va della vita delle persone", ha detto a Radio Anch'io il ministro. 

Anche il presidente della Camera Roberto Fico puntella la legge, che è "un tassello da cui partire".  In un post su Facebook Fico denuncia come "la vita dei braccianti sia troppo spesso legata a condizioni di vita e di lavoro inaccettabili. Questa piaga ha un nome: caporalato. E va combattuta strenuamente con interventi seri", sia contro gli "interessi mafiosi" sia per evitare che "ci siano lavoratori ridotti in condizione di schiavitù". 

SALVINI - "Aggiorneremo la legge" - commenta il ministro dell'Interno Matteo Salvini a termine del Comitato per l'ordine e la sicurezza a Foggia - in modo tale da "permettere agli agricoltori per bene di lavorare legalmente". Prima di tutto però "questo è un problema di mafia. La lotta alla mafia e allo sfruttamento è una priorità mia e del governo. Useremo tutte le armi a disposizione" per fermare "questi delinquenti. Svuoteremo inoltre i ghetti - continua Salvini - perché non è possibile che in una società avanzata ne esistano ancora. Aver abbassato il numero di sbarchi - conclude il ministro -  riduce anche gli affari per chi sfrutta queste persone".

MARTINA A FOGGIA - A Foggia arriva in visita anche il segretario Pd, Maurizio Martina.  "Negli ultimi tre anni abbiamo fatto passi importanti - dice - : la legge di contrasto al caporalato ha permesso un aumento di controlli molto significativo". E aggiunge: "Non basta. Bisogna aumentare queste attività preventive se il governo è in grado di proporre una azione che aumenti subito le forze in campo degli ispettori del lavoro noi la sosterremo senza se e senza ma".