La Guardasigilli Marta Cartabia, 58 anni, presenta le misure antistalking
La Guardasigilli Marta Cartabia, 58 anni, presenta le misure antistalking
Dal fermo per i violenti – che scatta anche in caso di "imminente pericolo" per le donne – alla vigilanza delle forze dell’ordine nei pressi delle abitazioni delle vittime. E ancora: procedibilità d’ufficio per alcuni reati, carcere per chi manomette il braccialetto elettronico (il cui utilizzo viene potenziato) e aiuti concreti agli orfani di femminicidio. Sono alcune delle misure previste nel ddl, in 11 articoli, contro la violenza di genere e domestica approvato dal governo Draghi. Un pacchetto che disegna una vera e propria strategia per arginare la mattanza delle donne uccise dagli uomini (spesso...

Dal fermo per i violenti – che scatta anche in caso di "imminente pericolo" per le donne – alla vigilanza delle forze dell’ordine nei pressi delle abitazioni delle vittime. E ancora: procedibilità d’ufficio per alcuni reati, carcere per chi manomette il braccialetto elettronico (il cui utilizzo viene potenziato) e aiuti concreti agli orfani di femminicidio. Sono alcune delle misure previste nel ddl, in 11 articoli, contro la violenza di genere e domestica approvato dal governo Draghi.

Un pacchetto che disegna una vera e propria strategia per arginare la mattanza delle donne uccise dagli uomini (spesso partner o ex): 109 solo negli ultimi 11 mesi. Il testo è frutto del lavoro congiunto delle ministre Elena Bonetti, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Fabiana Dadone ed Erika Stefani. Sono proprio loro che, in una conferenza congiunta presentano le misure. Ad ascoltarle, in platea, c’è anche il premier, che non interviene per non rubare la scena (la giornata "è vostra", dice alle donne del suo esecutivo), ma la cui presenza rimarca tutto l’impegno messo nella lotta ai femminicidi. L’ipotesi di una sorta di “scorta“ per le vittime di violenza, giudicata forse troppo invasiva per le vittime di violenza, ha lasciato spazio alla "vigilanza dinamica". A spiegarne la ratio è Lamorgese: "Se ci sono gravi elementi che possano mettere a rischio" la donna "il luogo dove vive potrà essere monitorato dalle forze di polizia". Il pubblico ministero potrà disporre, anche al di fuori dei casi già previsti, come la flagranza di reato, "il fermo della persona gravemente indiziata" di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e atti persecutori. La condizione è che vi sia un pericolo ritenuto "grave e imminente" che non renda "possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice". Così, "si rafforzano gli strumenti di prevenzione e protezione delle donne", rivendica Cartabia. Carfagna pone l’accento sulla previsione dell’uso "più diffuso del braccialetto elettronico che pone il violento di fronte all’alternativa di indossarlo o finire in carcere" e sul supporto economico per gli orfani di femminicidio. Le pene previste per percosse, lesioni, minacce, violazione di domicilio e danneggiamento vengono aumentate "se il fatto è commesso nell’ambito di violenza domestica da un soggetto già ammonito". E se l’imputato dovesse essere scarcerato il provvedimento dovrà essere immediatamente comunicato alla persona offesa.

Si amplia la possibilità di applicare le misure di prevenzione previste dal codice antimafia anche a chi è indiziato di reati come la violenza sessuale e il tentato omicidio. Violare un divieto di avvicinamento emesso dal giudice civile sarà come violare quello emesso dal giudice penale: arresto obbligatorio in flagranza di reato. E la stretta arriva anche sulle condizioni per la sospensione condizionale della pena, con controlli rigorosi sull’effettiva partecipazione dei condannati ai percorsi di recupero. Previsto anche un aiuto economico, già "nella fase delle indagini", per le vittime.