Saggista di estrema destra, Eric Zemmour è nato nel 1958. Ha origini ebraico-berbere
Saggista di estrema destra, Eric Zemmour è nato nel 1958. Ha origini ebraico-berbere
di Matteo Naccari BOLOGNA Il giornalista è un terrorista: scrive bugie su Covid, vaccini e Green pass per seminare timore tra i cittadini e compiacere le lobby farmaceutiche. E per questo va odiato, insultato e minacciato. Sull’onda di questa tesi sballata – che anche il Viminale guarda con preoccupazione –, dai cortei nelle strade a internet, la galassia dei No vax e dei No Green pass ha messo i cronisti nel mirino, con una crescita di episodi impressionante da luglio a oggi. Nella sede Rai di Firenze, è arrivata una lettera con dentro una cartuccia di fucile e minacce di morte ai giornalisti e al...

di Matteo Naccari

BOLOGNA

Il giornalista è un terrorista: scrive bugie su Covid, vaccini e Green pass per seminare timore tra i cittadini e compiacere le lobby farmaceutiche. E per questo va odiato, insultato e minacciato. Sull’onda di questa tesi sballata – che anche il Viminale guarda con preoccupazione –, dai cortei nelle strade a internet, la galassia dei No vax e dei No Green pass ha messo i cronisti nel mirino, con una crescita di episodi impressionante da luglio a oggi.

Nella sede Rai di Firenze, è arrivata una lettera con dentro una cartuccia di fucile e minacce di morte ai giornalisti e al presidente pro vaccini della Regione, Eugenio Giani. Ai cortei No Green pass di Trieste sono stati esposti striscioni contro reporter e fotografi, aggrediti durante le manifestazioni e oggetto di gogne sul web. A Modena, un cronista della Gazzetta, Giovanni Balugani, ha ricevuto in 48 ore circa 10mila commenti offensivi su Facebook solo perché scrive articoli sull’emergenza sanitaria ed è stato ritratto in vignette con una svastica sulla fronte, il tutto orchestrato da un gruppo nato nelle chat che mette in atto persecuzioni seriali. Con la violenza, inviati del Tg3 e di Rainews24 a Roma sono stati costretti a interrompere dirette televisive dai partecipanti ad eventi anti carta verde.

È il bollettino di guerra delle ultime settimane, che non ha precedenti e si lega al clima di pesante insofferenza contro le regole limita Covid. Il ministero dell’Interno tiene un osservatorio sui cronisti minacciati – basandosi sulle denunce – e l’ultimo aggiornamento al 31 luglio raccoglie 123 episodi, il 19% in più rispetto al 2020, sottolineando che il 50% è avvenuto in rete. E "nell’ultimo periodo si rilevano numerosi atti intimidatori connessi al fenomeno No Green pass", proprio perché i giornalisti "sono ritenuti responsabili di una non corretta informazione sulla problematica pandemica, accusati di terrorismo". Episodi che sono molti di più perché non tutti denunciano: l’avvocato costa e molti cronisti in prima linea sono semplici free lance, pagati pochi euro per un servizio. Nonostante ci sia chi vive sotto scorta, gli autori di questi gesti restano impuniti: infatti Paolo Berizzi di Repubblica è sotto scorta perché nel mirino di gruppi neofascisti, Asmae Dachan, giornalista marchigiana di origini siriane, è stata più volte insultata e associata agli integralisti islamici perché straniera e il videomaker bolognese Valerio Lo Muzio è sistematicamente minacciato dai negazionisti per le sue inchieste. Non si hanno notizie di condanne o altro. Anzi. E le istituzioni e la politica – che si indignano ad ogni episodio – non hanno inasprito nessun provvedimento contro chi lede l’articolo 21 della Costituzione e quindi la libertà di stampa.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è detto preoccupato per "l’aumento delle aggressioni nei confronti dei giornalisti, da parte di mafie, camorre e squadrismo". Però, nonostante gli appelli della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, nulla si è mosso in sede parlamentare.