Tantissimi giovani in strada e sale la tensione a Milano Marittima
Tantissimi giovani in strada e sale la tensione a Milano Marittima
di Sara Servadei MILANO MARITTIMA (Ravenna) La chiamavano ‘il salotto buono’ o ‘la città giardino’. Qui c’era la Romagna chic fatta di locali esclusivi, frequentati anche da personaggi dello spettacolo. Ma ora, in un sabato sera qualunque, è difficile distinguere ancora l’anima elegante di Milano Marittima dietro al magma di giovanissimi che ne assediano le strade e fanno a botte nei vicoli. Da qualche settimana la cittadina ogni weekend viene messa a ferro e fuoco: questo sabato il bollettino è di svariate risse tra ragazzini (di cui un paio ricoverati con lesioni lievi), auto danneggiate, vandalismi e sanzioni ai locali per mancato rispetto delle regole Covid e delle ordinanze del...

di Sara Servadei

MILANO MARITTIMA (Ravenna)

La chiamavano ‘il salotto buono’ o ‘la città giardino’. Qui c’era la Romagna chic fatta di locali esclusivi, frequentati anche da personaggi dello spettacolo. Ma ora, in un sabato sera qualunque, è difficile distinguere ancora l’anima elegante di Milano Marittima dietro al magma di giovanissimi che ne assediano le strade e fanno a botte nei vicoli. Da qualche settimana la cittadina ogni weekend viene messa a ferro e fuoco: questo sabato il bollettino è di svariate risse tra ragazzini (di cui un paio ricoverati con lesioni lievi), auto danneggiate, vandalismi e sanzioni ai locali per mancato rispetto delle regole Covid e delle ordinanze del sindaco per contenere la movida.

Sabato la serata, complice il coprifuoco, inizia ancora prima del tramonto, quando i ragazzi (tra i 15 e i 2122 anni di media, tra cui molti minorenni) arrivano attirati come falene dalle luci dei locali. Qualcuno ha portato della droga, ma nel controllare le auto la guardia di finanza se ne accorge e la sequestra. Alle 22 si contano almeno tre risse e viene chiamata un’ambulanza. Il ragazzo è ammaccato ma nel complesso sta bene: "Lui le ha solo prese, gli altri sono scappati" dice l’amico alle forze dell’ordine, ed è una frase che carabinieri, polizia locale, polizia di Stato e guardia di finanza si sentiranno dire spesso durante la serata. Intervengono più in fretta che possono, ma i giovani sono talmente tanti che controllarli è impossibile.

La mascherina la indossano in pochi e male, e le strade sono grandi assembramenti dominati dal chiacchiericcio, complice la decisione di otto bar di non mettere la musica per protesta contro la movida. Il punto più caldo è davanti a un ristorante gettonatissimo, che a fine serata verrà multato. Sono le 23.02 quando i cancelli del cortile interno si aprono per trascinare fuori alcuni ragazzi che si stanno picchiando. Uno di loro grida: "Ci stai provando con la mia ragazza?". Da dentro qualcuno scaraventa un bicchiere di vetro in strada che per fortuna non colpisce nessuno. È solo l’ennesima rissa, e mentre ci avviciniamo a mezzanotte l’atmosfera si fa sempre più tesa. Alle 23.41 eccone un’altra: due ragazzi ne escono sanguinanti, raccontano che qualcuno ha rotto loro un bicchiere di vetro in testa. Uno dei due se ne va in l’ambulanza, mentre un altro ragazzo da fuori gli grida: "Ti beccherò, ti beccherò, tranquillo. Ti ammazzo, figlio di…".

Le forze dell’ordine fanno tutto il possibile, ma le strade traboccano di giovanissimi e molti di loro sembrano non aver paura nemmeno delle divise. Nel frattempo arriva mezzanotte, il coprifuoco è scattato, ma l’esodo è lento e nessuno sembra aver paura delle multe. A mezzanotte e undici minuti le forze dell’ordine sedano l’ennesima rissa. A mezzanotte e 20 arriva un’altra pattuglia, ma mentre l’auto dei carabinieri si fa strada uno dei ragazzi le dà un calcio, e per questo viene fermato e identificato. A poche centinaia di metri intanto si rischia un’altra rissa perché una donna dice di aver visto un ragazzo scavalcare il suo cancello di casa. A mezzanotte e mezza, in un’altra strada del centro, le forze dell’ordine dividono un litigio in cui c’era chi minacciava di tirare fuori un coltello. Qualsiasi divergenza è un pretesto per fare a botte, e solo all’una di notte torna faticosamente la pace, mentre i residenti scesi in strada ringraziano le forze dell’ordine. Un altro sabato sera è finito, ma Milano Marittima non si riconosce più allo specchio.