Una ragazza riceve una dose di vaccino (Ansa)
Una ragazza riceve una dose di vaccino (Ansa)
Professor Carlo La Vecchia, nonostante il panico crescente per la variante Delta, ci sono notizie positive dalla situazione dell’Inghilterra. "C’è molto di buono – risponde il docente 66enne di Epidemiologia alla Statale di Milano –. Nonostante abbiano una media quotidiana di oltre 20mila contagi, i ricoveri sono pochi – 250 in terapia intensiva – e la pressione sugli ospedali è modesta. Questa ondata non si è tradotta in malattie gravi e in un carico eccessivo per la Sanità". Nel Regno Unito ci sono tanti vaccinati con la prima dose e i malati (lievi) sono principalmente giovani e adolescenti. "Esatto, già con una singola dose si contrae una malattia meno severa, anche con la variante Delta. Ma è...

Professor Carlo La Vecchia, nonostante il panico crescente per la variante Delta, ci sono notizie positive dalla situazione dell’Inghilterra.

"C’è molto di buono – risponde il docente 66enne di Epidemiologia alla Statale di Milano –. Nonostante abbiano una media quotidiana di oltre 20mila contagi, i ricoveri sono pochi – 250 in terapia intensiva – e la pressione sugli ospedali è modesta. Questa ondata non si è tradotta in malattie gravi e in un carico eccessivo per la Sanità".

Nel Regno Unito ci sono tanti vaccinati con la prima dose e i malati (lievi) sono principalmente giovani e adolescenti.

"Esatto, già con una singola dose si contrae una malattia meno severa, anche con la variante Delta. Ma è importante completare il ciclo vaccinale".

Una sola dose diminuisce di molto il rischio di ospedalizzazione contro le varianti. Dunque, la strategia inglese era giusta, nonostante molti abbiano detto il contrario?

"Una dose è già una svolta. Nel Regno Unito durante la massima emergenza con oltre mille morti al giorno hanno deciso di fare solo una dose e rimandare la seconda. L’arrivo della Delta ha fatto aumentare i contagi, ma la tattica era giusta, anche se disperata".

In Italia aumentano i focolai di variante Delta. Con 500mila vaccini al giorno siamo sulla strada giusta per non temere la terza ondata?

"Sì, ma dobbiamo sbrigarci per arrivare al target di 100 milioni di dosi. Ora siamo alla metà. Se andiamo avanti così a ottobre ci arriviamo, con un ritmo di 15 milioni di dosi al mese. Poi mancheranno ancora gli under 16, ma grazie ai vaccini avremo noi il coltello dalla parte del manico".

Se i contagi sono migliaia, ma gli ospedali sono ’vuoti’, la situazione è controllabile. Anche in Italia la variante Delta aumenta, ma ricoveri e morti calano. Ci sono altri rischi?

"Questo fenomeno succede nel Regno Unito dove sono state iniettate 78 milioni di dosi, noi dobbiamo correre. La proporzione di variante Delta cresce, ma il numero assoluto di casi non aumenta di tanto, perché diminuiscono i contagi con variante Alfa. Oggi la situazione è tranquilla: abbiamo 50mila attualmente positivi che probabilmente sono il doppio realmente. E la variante Delta che verosimilmente è al 25%".

Anche la Russia vede un incremento notevole di casi e morti. Qual è la situazione?

"C’è sempre la variante Delta, come in Portogallo. La Russia ha 20mila contagi al giorno, ma avendo vaccinato solo il 15% dei 140 milioni di abitanti conta ogni 24 ore circa 650 vittime".

Contando nella riuscita del piano vaccinale, che scenario avremo questa estate e poi in autunno?

"Mi aspetto un livellamento dei casi: a un certo punto i contagi smetteranno di crescere, restando 500-700 al giorno. Come avvenuto in Israele e Inghilterra la diffusione del virus potrebbe risalire. Ma noi siamo più fortunati perché siamo in estate, mentre a Londra è primavera".

E le ospedalizzazioni?

"Nel breve periodo i ricoverati in Rianimazione continueranno a scendere. Se avverrà una ripresa, passando a migliaia di casi di nuovi, la mia previsione è che non ci sarà un riflesso sul numero di malati gravi".

Capitolo terza dose. Quando partiremo?

"Per precauzione le strutture vaccinali saranno mantenute operative con l’obiettivo di immunizzare gli operatori sanitari nel tardo autunno: sono state accantonate dosi. Per gli altri si vedrà. Tutto dipende dalla durata degli anticorpi, che potrebbe essere di qualche anno. Ma ancora non ci sono certezze. Poi c’è l’incognita delle varianti che bucano i vaccini".

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