Roma, 1 luglio 2020. La carica dei 100mila. È questo il numero di persone che da mezzanotte ha richiesto e ottenuto il bonus vacanze. “Ci hanno messo – ha chiosato il ministro del Turismo – circa un minuto”. Tutto vero, anche se Dario Franceschini non conteggia tutte le ore di preparazione che ci vogliono per arrivare all'ultimo clic. Ma quello dei documenti da preparare non è l'unico tallone d'Achille della misura più popolare del decreto Rilancio.

Il bollettino del Ministero della Salute dell' 1 luglio

Le strutture che accettano il bonus

Il problema, per chi ha ottenuto il bonus, sarà soprattutto dove andare a spenderlo. Gli hotel che accettano il contributo fino a 500 euro sono poco più del 4% (in leggerissima crescita rispetto a qualche giorno fa). I B&B sono il 2,6%. Le strutture religiose il 3,5%. Insomma, trovare l'albergo giusto è un po' come cercare il proverbiale ago nel pagliaio. Bisogna armarsi di molta pazienza e di un corposo elenco di numeri di telefoni. Il sito italyhotels.it è l'unico che consente di ricercare le strutture che accolgono i clienti che vogliono soggiornare con lo sconto, ma raccoglie solo gli associati Federalberghi.

Gli imprenditori

Ma perché le strutture che accettano il bonus sono così poche? Il problema del bonus, secondo gli addetti ai lavori, è che è un credito d'imposta. In parole povere sottrae liquidità in un momento drammatico per il settore. È vero che gli alberghi possono recuperare l'80% del contributo il mese successivo con un semplice F24, ma a volte i conti sono così disastrati che anche 30 giorni di attesa possono diventare eterni. Non è un caso che a fronte della crisi scatenata dal Coronavirus, il 20% delle strutture ricettive stia pensando di aprire direttamente nel 2021, quando il bonus (a meno di una proroga) non sarà più utilizzabile.

La burocrazia

Diverse strutture hanno fatto sapere che non accetteranno il bonus vacanze perché l'iter previsto è troppo tortuoso. Gli hotel e gli alberghi a gestione familiare non sono preparati a gestire la domanda e, secondo diverse associazioni di categoria, dover assumere un professionista per sistemare i documenti ha scoraggiato molti.

La procedura e gli errori

Ma anche chi vuole ottenere il bonus ha il suo bel daffare per concludere la procedura. Il minuto di Dario Franceschini, in realtà, è ben più lungo di quello che sembra. Per guadagnarsi il contributo fino a 500 euro bisogna infatti conoscere l'Isee del proprio nucleo familiare, visto che solo se non supera i 40mila euro si ha diritto al contributo. Chi ha poca dimestichezza con la dichiarazione dei redditi dovrà per forza prendere appuntamento con un Caf o con un commercialista. Chi se la sente di fare da solo, può procedere con una domanda precompilata sul sito dell'Inps. Per completarla però serve un'identità digitale, la cosiddetta Spid. Ci sono diversi enti erogatori. Ma quasi tutti chiedono una verifica via webcam (spesso a pagamento) o di persona. Se per inserire i dati su uno dei siti ci si mette una decina di minuti, per prendere un appuntamento ci possono volere anche alcune settimane. Una volta ottenuta l'agognata Spid si può completare la domanda sul sito dell'Inps. Al netto di qualche richiesta formulata in burocratese antico, in un'ora (compreso il tempo di verifica da parte dell'Istituto) si può fare tutto. A questo punto si può scaricare la app 'IO', compilare i campi necessari e ottenere il bonus. Molti utenti hanno già segnalato diversi errori: il software a volte non riconosce l'Isee mentre in altri casi si viene avverti che il tempo massimo per completare la domanda è già finito, anche se si è stati velocissimi a rispondere a tutte le domande. Alla faccia del minuto.