Alessandro Rota, 35 anni
Alessandro Rota, 35 anni

"Vendendo il latte a 38 centesimi al litro, lo stesso prezzo fermo da tempo e un quarto circa del prezzo al consumatore, non si coprono neppure i costi di produzione". E per questo le stalle, in Italia, chiudono. Non quella di Alessandro Rota, giovane imprenditore agricolo milanese, con l’omonima azienda a Cassano D’Adda dove, oltre all’allevamento di bovini coltiva cereali, dal grano al mais, dall’orzo alla soia, e presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza.

Se già non era remunerativo prima, adesso produrre latte significa non guadagnare niente?

"Il problema è che è rincarato tutto. Solo per l’allevamento, la bolletta energetica per noi è diventata più cara di circa 3mila euro al mese. Ma oltre all’energia elettrica, i combustibili per le macchine e tantissimo i mangimi per cui la produzione italiana non è sufficiente a soddisfare la domanda".

Il risultato?

"Complessivamente i costi sono cresciuti almeno del 15% e in questi anni il valore riconosciuto ai produttori è sceso dalla metà rispetto al prezzo al consumo a circa un quarto. Quando c’era la lira, all’allevatore andavano 800 lire per litro di latte contro le 1500 della vendita al supermercato. Adesso siamo a 38 centesimi rispetto a un 1,5 euro".

Va un po’ meglio con i cereali? "Dai 20 euro al quintale per il grano quest’anno siamo arrivati a 25. Nell’ultimo mese lo scenario è cambiato con i forti aumenti dei costi produttivi e con il rischio che il prezzo possa tornare a scendere".

A.Pe.