Patrizio Bianchi, 69 anni, è ministro dell’Istruzione dal 13 febbraio 2021
Patrizio Bianchi, 69 anni, è ministro dell’Istruzione dal 13 febbraio 2021
di Giulia Prosperetti La metà degli studenti delle medie e delle superiori ha concluso l’anno scolastico con evidenti lacune in italiano e matematica. A tradurre in numeri i previsti e devastanti effetti della didattica a distanza è il Rapporto Nazionale Invalsi 2021, prima misurazione su larga scala dopo lo scoppio della pandemia che ha comportato la sospensione delle rilevazioni nel 2020. Presentati ieri al Cnr, i dati mostrano un quadro sostanzialmente stabile per la scuola primaria evidenziando, invece, esiti in progressivo peggioramento a partire dalle medie. L’ormai famigerata ‘dad’ ha inciso soprattutto sul rendimento dei ragazzi della secondaria di secondo grado, non a caso quelli che, a partire dal secondo trimestre del 2020, sono stati tenuti per più tempo...

di Giulia Prosperetti

La metà degli studenti delle medie e delle superiori ha concluso l’anno scolastico con evidenti lacune in italiano e matematica. A tradurre in numeri i previsti e devastanti effetti della didattica a distanza è il Rapporto Nazionale Invalsi 2021, prima misurazione su larga scala dopo lo scoppio della pandemia che ha comportato la sospensione delle rilevazioni nel 2020. Presentati ieri al Cnr, i dati mostrano un quadro sostanzialmente stabile per la scuola primaria evidenziando, invece, esiti in progressivo peggioramento a partire dalle medie.

L’ormai famigerata ‘dad’ ha inciso soprattutto sul rendimento dei ragazzi della secondaria di secondo grado, non a caso quelli che, a partire dal secondo trimestre del 2020, sono stati tenuti per più tempo lontani dall’aula a causa delle misure restrittive. Rispetto al 2019, alle superiori si è registrato a livello nazionale un calo di circa 10 punti nelle due materie principali. In italiano il 44% degli studenti (+9 punti percentuali rispetto al 2019) e in matematica il 51% (+9 pp), secondo l’Invalsi "non ha raggiunto risultati adeguati, ossia non in linea con quanto stabilito dalle indicazioni nazionali". Un calo che, sebbene in maniera più contenuta emerge anche alle medie dove a essere insufficiente in italiano è il 39% (+5%) e in matematica il 45% (+6%). Peggiorano, invece, solo di pochi punti i risultati conseguiti dagli studenti dell’ultimo ciclo nei test relativi alla lingua inglese dove, tuttavia, si registrava una situazione a dir poco tragica già prima dell’emergenza sanitaria: nel reading B2 è insufficiente il 51% dei ragazzi (+3%), nel listening B2 il 63% (+2%). Percentuali che nella secondaria di primo grado scendono al 24% degli impreparati nell’inglese-reading A2 (+2%) e al 41% nel listening A2 (+1%).

Ma, analizzando i dati, a preoccupare è in particolar modo l’impatto che la dad ha avuto sulle disuguaglianze. In entrambi i cicli, in tutte le materie – sottolinea il rapporto Invalsi – le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli mentre a livello regionale i divari territoriali si ampliano maggiormente passando dal Centro-Nord al Mezzogiorno. Al Sud, in diverse regioni oltre la metà degli studenti al termine delle superiori non raggiunge nemmeno la soglia minima di competenze in italiano (Campania 64%, Calabria 64%, Puglia 59%, Sicilia 57%, Sardegna 53%, Abruzzo 50%). E in matematica le percentuali di studenti sotto il livello minimo di competenza crescono ancora: Campania 73%, Calabria e Sicilia 70%, Puglia 69%, Sardegna 63%, Abruzzo 61%, Basilicata 59%, Lazio 56%, Umbria 52%, Marche 51%. Il 2021 ha, infine, visto aumentare, dal 7% del 2019 al 9,5% (con picchi a 2 cifre nel Mezzogiorno), il tasso di ‘dispersione implicita’ relativa agli studenti che escono dalla scuola senza le competenze fondamentali e – spiega l’Invalsi – "a forte rischio di avere prospettive di inserimento nella società non molto diverse da quelle degli studenti che non hanno terminato la scuola secondaria di secondo grado".

Se per scongiurare un altro anno, il terzo, in Dad, il governo punta sulle vaccinazioni a tappeto del personale scolastico, con l’avanzare delle varianti del Coronavirus rimane solo da sperare che l’appello del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sortisca un effetto ‘Macron’ sugli insegnanti. "C’è un bisogno fondamentale di ritornare insieme – ha affermato il ministro commentando i dati Invalsi –, siamo tutti per la scuola in presenza. Il mio appello è che si completi la vaccinazione. Siamo all’85% sugli insegnanti e il dato è più basso sui ragazzi". Un appello condiviso da più parti e ribadito anche dal ministro Speranza che ieri al Question Time alla Camera ha sottolineato come la percentuale di docenti vaccinati sul piano nazionale presenti "differenze molto significative".