Bob Dylan
Bob Dylan

New York, 17 agosto 2021 - Non hanno mai fine le denunce per molestie: stavolta nel mirino della giustizia, a 56 anni dal presunto fatto, c’è finito Bob Dylan. Il cantautore premio Nobel per la Letteratura avrebbe drogato e fatto ubriacare una bambina di 12 anni prima di abusarne sessualmente nel suo appartamento al Chelsea Hotel – appunto nel 1965 – secondo una nuova causa, riportava ieri sera Page Six di Esquire. Bob Dylan, 80 anni compiuti il 4 maggio, avrebbe usato ai tempi il suo status di star per "ottenere la fiducia e controllare la vittima come parte del suo piano per molestarla e abusarla sessualmente", secondo i documenti della Corte Suprema di Manhattan, che identificano la vittima come “JC”, una donna ora 65enne di Greenwich, Connecticut. "Bob Dylan, per un periodo di sei settimane tra aprile e maggio del 1965, ha stretto amicizia e ha stabilito una connessione emotiva con la querelante", affermano i documenti che sono stati depositati venerdì sera per conto di JC.

La causa sostiene che Dylan abbia stabilito la "connessione" per "abbassare le inibizioni (della bambina) con l’obiettivo di abusarne sessualmente, mentre le forniva droghe e alcol e la minacciava" di violenza fisica, "lasciandola emotivamente sfregiata e psicologicamente danneggiata fino ad oggi". L’avvocato di J.C., Daniel Isaacs, ha commentato: "La denuncia parla da sola".

Il portavoce di Dylan ha smentito categoricamente, dichiarando alla Bbc che "l'accusa è falsa e sarà confutata con vigore".  
L'accusatrice, che ora ha 68 anni e vive nello stato del Connecticut, ha affermato che il cantante le ha causato "gravi danni psicologici e traumi emotivi", e chiede danni, per ora non quantificati e un processo con giuria.  
La denuncia è stata presentata un giorno prima della chiusura di una "finestra" legale temporanea a New York, che ha consentito l'archiviazione di accuse di abusi storici.