Blue Whale, a Pescara si sono verificati due casi
Blue Whale, a Pescara si sono verificati due casi

Pescara, 21 maggio 2017 - Due casi confermati e un terzo in corso di accertamento. Si allarga a Pescara il numero delle giovanissime vittime cadute nella trappola del Blue Whale Challenge, un gioco infernale nato in Russia che si sta diffondendo a macchia d’olio sui social: 50 prove, tra autolesionismo e sfide di coraggio, che portano al suicidio finale. Per affrontare al meglio la situazione e arginare il dilagare del gioco letale, un fenomeno relativamente nuovo nel nostro Paese, ieri tutti i dipartimenti di Polizia postale d’Italia si sono riuniti in videoconferenza per fare il punto sulle varie segnalazioni. E mettere a punto una strategia d’attenzione.

IL PRIMO caso conclamato (di cui ha dato notizia il nostro giornale) avviene mercoledì: grazie alla segnalazione di alcune amiche una ragazzina di 13 anni è stata salvata in tempo. È attualmente ricoverata all’ospedale Salesi di Ancona e le sue condizioni sono in miglioramento. Aveva completato 49 prove e le mancava l’ultima: gettarsi nel vuoto da un palazzo. Ieri sono emersi altri casi: due studenti di 15 e 16 anni. A salvare il primo è stato il padre, dietro segnalazione di un’amica del figlio. La ragazza dopo aver notato strane foto su Instagram del compagno ha subito avvisato un’insegnante, che a sua volta ha informato il padre con grande urgenza. Il 15enne davanti al genitore all’inizio ha negato tutto, poi la drammatica scoperta: si era inciso sul braccio una balena, una delle prove del gioco. Allertata immediatamente la polizia, al ragazzo sono stati sequestrati smartphone e pc.

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C’è poi il caso del sedicenne. Le indagini sono ancora in corso per capire se anche lui si stesse sottoponendo alle prove del Blue Whale. Ma gli indizi per ora raccolti sembrano tutti portare al gioco: come negli altri casi, sul corpo sono stati trovati segni inequivocabili di autolesionismo. La segnalazione alla polizia è arrivata direttamente dai genitori preoccupati. Inoltre, molti ragazzi della cerchia di amicizie del 16enne avrebbero riferito che il giovane parlava spesso del gioco. Come all’altro ragazzo, gli sono stati sequestrati tutti i supporti informatici. Sui tre i casi la procura presso il Tribunale dei minori dell’Aquila ha aperto un’inchiesta per «istigazione al suicidio».

LE INDAGINI sono state affidate alla Polizia postale di Pescara e alla Squadra mobile. Obiettivo degli inquirenti è risalire a quello che nel gioco viene definito «il curatore»: l’utente che impartisce le pericolose prove a cui si devono sottoporre le vittime. Non solo Pescara, al vaglio degli inquirenti sono finite anche alcune segnalazioni arrivate da Teramo. La dirigente della Polposta, Elisabetta Narcisio, ha lanciato un appello: «È importante che chi è informato parli, si rivolga a noi senza tergiversare. Se siete stati vittima del gioco contattateci. Ci rivolgiamo anche ai compagni di classe che nei comportamenti dei loro amici hanno notato delle stranezze riconducibili al gioco stesso. E a genitori e insegnanti affinché monitorino i ragazzi attentamente». Il gioco inizia sui social con questi hashtag #curatorfindme #BlueWhale #i_am_whale #f57, in particolare il primo indica che l’utente è alla ricerca di un «curatore» che gli impartisca le prove che lo porteranno al suicidio.