«Allegoria della Rivoluzione: Anita Garibaldi», di Johann Moritz Rugendas (1802-1858), pittore tedesco celebre per i suoi dipinti realizzati in America latina
«Allegoria della Rivoluzione: Anita Garibaldi», di Johann Moritz Rugendas (1802-1858), pittore tedesco celebre per i suoi dipinti realizzati in America latina
Se doveva essere una sorpresa, non c’è dubbio che sia riuscita bene. Perché nessuno poteva pensare che il Partito comunista di Ravenna scegliesse Anita Garibaldi come simbolo della campagna elettorale nella città bidantina, chiamata a ottobre alle urne. Sì, Anita, un’eroina dei repubblicani, una scelta spiazzante. Un po’ come se il Pri optasse come simbolo per Che Guevara. "Anita Garibaldi era una donna del popolo – dice invece Lorenzo Ferri, candidato sindaco del Partito comunista a 19 anni, con l’esame di...

Se doveva essere una sorpresa, non c’è dubbio che sia riuscita bene. Perché nessuno poteva pensare che il Partito comunista di Ravenna scegliesse Anita Garibaldi come simbolo della campagna elettorale nella città bidantina, chiamata a ottobre alle urne. Sì, Anita, un’eroina dei repubblicani, una scelta spiazzante. Un po’ come se il Pri optasse come simbolo per Che Guevara. "Anita Garibaldi era una donna del popolo – dice invece Lorenzo Ferri, candidato sindaco del Partito comunista a 19 anni, con l’esame di maturità appena alle spalle – coraggiosa, proletaria ed extracomunitaria che combatteva con le armi in pugno in difesa dei popoli oppressi e per la giustizia sociale. Rosso era il colore delle prime cooperative, rosso era il colore delle Brigate Garibaldi, rosso è il colore del socialismo, rossa è la bandiera che unisce i popoli di tutto il mondo". Il tutto, tanto per gradire, immortalato in un video concluso col grido di battaglia "Hasta la victoria siempre" inviato alle ambasciate del Venezuela e della Palestina, "Perché rosso è anche il sangue dei palestinesi uccisi dall’imperialismo israeliano – conclude un infervorato Ferri – come rossa è la bandiera della Repubblica Bolivariana venezuelana di Hugo Chavez aggredita con ferocia dalle multinazionali".

Il problema è che Anita Garibaldi è un simbolo del Partito repubblicano, che a Ravenna è radicatissimo. Qui ci sono la Fattoria Guiccioli, restaurata anche col contributo della Federazione delle cooperative, dove morì Anita, il cippo in sua memoria dove ogni anno il 4 agosto c’è una cerimonia, il Capanno Garibaldi, e Fattoria Pergami, a Savio, dove Anita e Giuseppe si fermarono durante la trafila garibaldina. "Il tentativo di guadagnare qualche spicciolo di attenzione speculando sulla storia del Risorgimento e sul patriottismo dei suoi principali protagonisti è deprecabile – attacca Giannantonio Mingozzi, esponente dell’Edera ravennate e cittadino onorario di Laguna, città natale di Anita in Brasile – e non basta una bandiera rossa e una conferenza stampa per accreditarsi paladini di Anita Garibaldi e del suo sacrificio per la libertà dei popoli. Il suo impegno rappresenta proprio il contrario di quello che a Cuba o in Cina o in altri Paesi affascina ancora il mondo comunista. Mi domando con quale coraggio consideriate un tributo ad Anita evocare il suo nome e non invece un graffio alla storia e a una vita spesa contro ogni oppressore, contro tirannie in due continenti e per una Repubblica di principi mazziniani, liberali e costituenti con i quali avete poco da spartire".

Andrea Degidi