Il ministro alla Salute, Roberto Speranza, 42 anni
Il ministro alla Salute, Roberto Speranza, 42 anni
di Giovanni Rossi Pasqua con i tuoi. D’accordo con il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro della Salute Roberto Speranza non apre varchi ai sognatori. Per evadere dai domiciliari – ormai una dimensione esistenziale, al di là delle graduate restrizioni alla mobilità in vigore nelle diverse zone geocromatiche – bisognerà aspettare tempi più salubri. Salvo deroghe consuete per motivi di necessità o salute, il limite del consentito non cambia: viaggi al massimo in regione nelle zone gialle, per il resto giardinetti comunali in aree arancioni e passeggiate sotto casa in quelle più a rischio, con 25 zone rosse già richieste da cinque diverse regioni. Camera e Senato ascoltano e poi approvano a larghissima maggioranza. "Nella scrittura del prossimo Dpcm in vigore dal 6 marzo al 6...

di Giovanni Rossi

Pasqua con i tuoi. D’accordo con il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro della Salute Roberto Speranza non apre varchi ai sognatori. Per evadere dai domiciliari – ormai una dimensione esistenziale, al di là delle graduate restrizioni alla mobilità in vigore nelle diverse zone geocromatiche – bisognerà aspettare tempi più salubri. Salvo deroghe consuete per motivi di necessità o salute, il limite del consentito non cambia: viaggi al massimo in regione nelle zone gialle, per il resto giardinetti comunali in aree arancioni e passeggiate sotto casa in quelle più a rischio, con 25 zone rosse già richieste da cinque diverse regioni.

Camera e Senato ascoltano e poi approvano a larghissima maggioranza. "Nella scrittura del prossimo Dpcm in vigore dal 6 marzo al 6 aprile – dichiara Speranza – la bussola resta il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, come sancito dalla nostra Costituzione all’articolo 32. Nella battaglia a questo virus, non dobbiamo avere esitazioni: il presupposto indispensabile per tornare a far crescere in modo stabile e sostenibile il Paese è limitare la diffusione del contagio fino a quando, con la campagna di vaccinazione, non argineremo definitivamente il Covid e le sue varianti". Speranza non comunica misure, ma recapita un messaggio chiaro e soprattutto con largo anticipo, come da manuale Draghi. "Non ci sono le condizioni per allentare le misure di contrasto alla pandemia", continua il ministro. Le variante inglese, a maggior diffusione, sarà presto prevalente. L’Rt si appresta a superare la soglia 1. Le terapie intensive in cinque regioni sono sopra la soglia critica del 30%. Con questi dati, "misure restrittive" come l’istituzione di zone rosse "sono indispensabili", spiega Speranza: "Siamo consapevoli che comportano sacrifici, ma non vi è altra strada, in questo momento, per evitare un peggioramento del quadro".

Camera e Senato votano identiche risoluzioni in cui sostengono la linea del governo rivendicando tuttavia impegni indifferibili. Al primo posto sta la richiesta di accelerare la campagna vaccinale. A questo fine andrà promossa "ogni iniziativa funzionale ad avviare la produzione dei vaccini sul territorio italiano". Sulle riaperture delle attività tuttora chiuse e sull’estensione serale per ristoranti e bar, la maggioranza prova a tenere vivo il tema rinviando ogni scelta alla definizione "di nuove linee guida e di protocolli di sicurezza per le attività economiche, tenuto conto anche del livello di circolazione del virus". Un modo garbato di non chiudere la porta in faccia a istanze diffuse nel Paese e tra le stesse forze di maggioranza che non escludono – vedi Lega, Forza Italia, Italia Viva e parte del Pd – di riuscire a strappare qualche novità nel nuovo incontro fissato con il Cts per domani.

L’apertura dei ristoranti a cena viene sollecitata anche da Giorgia Meloni, leader di Fdi e della sparuta opposizione. Tiene viva la linea ‘aperturista’ il numero uno del Carroccio Matteo Salvini: "Salute e lavoro non sono su piani separati: sono a rischio due milioni di posti di lavoro". E Stefano Bonaccini, governatore dem dell’Emilia Romagna nonché presidente della Conferenza Stato-Regioni, conferma l’asse trasversale con la Lega ’arruolando’ il ministro alla Cultura Dario Franceschini ("che mi sembra faccia ancora parte del Pd") e la sua "proposta per la riapertura di cinema e teatri". Anche il sindaco di Firenze Dario Nardella invita a riaprire i ristoranti la sera. In caso contrario, il Parlamento invoca "adeguate misure di ristoro o indennizzo" da erogare con tempestività.

Oggi Speranza e la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini si confronteranno con Regioni, Province e Comuni sulle nuove misure da adottare. Una seduta che arriva a poche ore dalla sentenza con cui la Consulta – accogliendo il ricorso del governo contro la legge anti Dpcm della Valle d’Aosta – ha stabilito che spetta allo Stato, e non alle Regioni, determinare le misure di contrasto alla pandemia.