Bimbo travolto sulle strisce, la madre: l’autista era drogato. "Così non si rispetta la vita"

L’undicenne Romeo morì in vacanza nell’estate 2022, lo strazio senza fine della mamma. "Giornate vuote senza le sue risate. Ora vado nelle scuole a parlare di educazione e sicurezza"

Napoli, 19 novembre 2023 – Un anno e mezzo dopo, Titta Pagano ha ancora la voce rotta dall’emozione e il cuore spezzato. "Non si è trattato di un incidente stradale, ma di uno scontro stradale. Mio figlio Romy non è una vittima ‘della’ strada, Romy è una vittima ‘sulla’ strada. A ucciderlo è stato un ragazzo, non un’auto impazzita o pericolosa. Perché, se tu ti metti alla guida di un’auto dopo aver assunto droga e travolgi un bambino che sta attraversando sulle strisce, vuol dire che non hai alcun rispetto per la vita altrui e, forse, neppure per la propria".

Titta, mamma napoletana dei Colli Aminei, ha perso il figlioletto di 11 anni mentre era in vacanza a Terracina, sul litorale laziale. Era il 5 agosto 2022 e il piccolo Romeo Golia stava attraversando la strada per comprare un gelato. Un’auto, una Polo, guidata dal diciottenne Nicolas Stravato, trovato positivo ai test sulla cocaina, lo travolge mentre attraversa sulle strisce pedonali (a fine aprile è stato condannato con il rito abbreviato a 4 anni, interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e revoca della patente, esclusa l’aggravante dell’uso degli stupefacenti perché il test non è stato ritenuto attendibile). Titta è all’Istituto tecnico industriale ’Galileo Ferrari’ di Scampia a portare la sua testimonianza e il suo dolore, nel corso di una iniziativa sulla sicurezza stradale.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere attraverso la sua storia così luttuosa?

"Che abbiamo un compito da svolgere, importante. Dobbiamo educare i giovani, facciamo capire loro quale responsabilità si ha quando ci si mette alla guida, facciamo in modo che non si distruggano vite per una leggerezza. Lo so che è anche compito delle istituzioni rimboccarsi le maniche e proteggere i ragazzi, lavorino per rieducare i giovani alla guida. Quella notte mi ha portato un dolore che toglie il respiro: il mio Romeo non diventerà mai grande".

Che cosa vorrebbe dire ai ragazzi come Nicolas?

"Che nessuno potrà mai togliergli dal cuore il peso di una vita stroncata".

Come sono oggi le sue giornate?

"Sono vuote senza le risate di Romy, i capricci per i compiti, le corse per non tardare agli allenamenti di rugby, il suo controbattere a ogni cosa, gli abbracci, le sue mani nelle mie. Per molto tempo ho vissuto il mio essere mamma sola (il marito è morto quattro anni fa, ndr ), attenta a non commettere errori. Poi di colpo, puf , il buio, il buio assoluto".

Se c’è una consolazione è che il piccolo Romeo vive ancora. Parte del suo corpo è stato trapiantato in altre persone, in altri bambini. Un gesto che le sarà costato. All’inizio non voleva la donazione degli organi del suo bambino...

"All’inizio il dolore mi tratteneva, poi ho pensato a quelle che ho definito ‘vite sospese’ e ho detto sì".

Oggi le cornee di Romeo consentono a due persone di rivedere la luce, i suoi reni e il suo fegato funzionano nei corpi di due adolescenti.

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