7 gen 2022

Covid, pediatra: "Bimbi vaccinati ancora troppo pochi. Accelerare per ridurre i contagi"

Solo 435mila dosi tra i 5 anni e gli 11 anni. Il professore Alberto Villani: i genitori non abbiano paura, è peggio il Coronavirus

alessandro malpelo
Cronaca
Vaccino anticovid a un bambino; in alto a destra il professore Alberto Villani
Vaccino anticovid a un bambino

Professore, le statistiche parlano di 435mila vaccinati tra i 5 e gli 11 anni: le immunizzazioni nell’infanzia sembrano andare a rilento. Deluso? "Io sono fiducioso – risponde Alberto Villani, primario all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, past president della Società italiana di pediatria – la campagna è appena partita. I prenotati vengono tutti, salvo rare eccezioni per impedimenti. Non si registrano diserzioni, almeno per quanto posso vedere dal nostro osservatorio qui a Roma. Certo è che bisogna procedere velocemente alle convocazioni dei bambini, lo dico per il loro bene". Ci sono ancora genitori diffidenti? "Ne abbiamo che devono ancora convincersi, mantengono un atteggiamento attendista. In realtà questi genitori sono pochi e vanno informati. Le vaccinazioni sono sicure". Si sono registrati effetti indesiderati? "Negli Usa, dopo milioni di dosi somministrate, segnalazioni di eventi avversi significativi non ce ne sono. Sorprendente che ci si preoccupi più dei vaccini che dei danni causati dal Covid: una polmonite con versamento nell’adulto è già un fatto grave, nel bambino oltre al danno immediato possiamo avere ripercussioni a distanza, con minore funzionalità in prospettiva futura". Parliamo del ritorno a scuola. Diversi presidi avrebbero auspicato due o tre settimane di dad, didattica a distanza. La Società italiana di igiene e medicina preventiva (Siti) fa notare tuttavia che i contagi sono di origine prevalentemente familiare, piuttosto rari in classe. Lei che ne pensa? "La scuola è un luogo sicuro, noi l’abbiamo documentato, mi riconosco nella posizione degli igienisti, la loro è una società scientifica autorevole. Casomai i rischi sono altrove. All’interno degli istituti, rispettando le regole, non ci si infetta. Da pediatra sono favorevole a una scuola inclusiva, accogliente, dove fare anche sport, musica, arte, dove la refezione scolastica rappresenta un valore. Mi rendo conto che gli insegnanti e il personale non docente possano lamentare difficoltà oggettive, ma guardando ...

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